Anche il Canada va nella direzione della “neutralità di genere”. Da questa settimana, i turisti che intendono visitare il paese nell’indicare il loro sesso di appartenenza, accanto a uomo o donna, potranno infatti scegliere un indefinito “altro”.

L’ente che gestisce i visti d’ingresso l’Electronic Travel Authorizations, anche detta Etas, da giovedì 10 novembre prevede dunque «tre opzioni di scelta per dichiarare se si è uomini, donne o gender neutral».

La portavoce della Refugees and Citizenship Canada, Ircc, ha illustrato la novità spiegando come grazie ad essa siano state velocizzate le procedure per il cambio del passaporto «per coloro che stanno affrontando il processo di transizione in modo da evitare la discriminazione». Con l’introduzione del terzo sesso – ha aggiunto sempre la portavoce – «La Ircc si impegna a facilitare il rilascio di identificazione con una designazione di genere che favorisca e rispetti l’identità singolare della persona e la propria caratterizzazione di genere» .

L’associazione no-profit americana Lambda Legal ha prontamente applaudito l’iniziativa canadese invitando il governo Usa a compiere un analogo “atto di civiltà”.

Una soddisfazione espressa attraverso le parole di Paul Castillo, avvocato senior della Lambda Legal, che ha sottolineato alla Thomson Reuters Foundation, società nata dalla fusione del colosso dell’informazione finanziaria canadese Thomson e la Reuters, il dovere di:

«compiere questo piccolo passo di inclusione per i visitatori che è un altro motivo per cui il Canada ha implementato un terzo marcatore genere sui passaporti, un’opzione attualmente in seria considerazione per gli Usa. I documenti con il marcatore di genere inesatto servono solo a discriminare tutte quelle persone che non si identificano ne nel genere maschile ne in quello femminile».

Con l’introduzione del “genere neutro” sui visti turistici il Canada del primo ministro, dichiaratamente pro-LGBT, Justin Trudeau compie dunque un nuovo chiaro e significativo passo lungo la sua “gender agenda”.