I risultati di 10 anni di attività del Centro disturbi identità di genere dell’ospedale Molinette di Torino attestano come la disforia di genere, sia un disturbo estremamente raro, da curare attraverso specifici trattamenti clinici.

Il Centro disturbi identità di genere dell’ospedale Molinette di Torino ha festeggiato in questi giorni i dieci anni di vita con il convegno «Cidigem – 10 anni di attività», alla presenza del «Gender team» multi-specialistico torinese che si prende cura dei pazienti dal punto di vista psicologico, medico e chirurgico. In dieci anni gli interventi di cambio di sesso sono stati 108.

Il centro, nato nel 2005, è il punto di riferimento regionale dal 2008 e si occupa di tutte le persone affette da disforia di genere. I dati raccolti in questi 10 anni hanno confermato la rarità di tale condizione. Come scrive, infatti, il quotidiano torinese “La Stampa“,

i richiedenti sono uno su 40 mila tra i maschi e uno su 90 mila tra le femmine“.

In totale, scrive sempre”La Stampa”,

In questi dieci anni sono state 462 le persone che si sono rivolte al Cidigem: la disforia di genere è stata diagnosticata in 300 casi, di cui il 49,2% riportava disturbi d’ansia, dell’umore e dell’adattamento seppur valutati, nel 97,6%, non controindicati al proseguimento del percorso“.

Il disturbo dell’identità di genere, detto anche disforia di genere, inteso come identificazione nel sesso opposto a quello biologico è stato trattato clinicamente attraverso apposite diagnosi e  visite psichiatriche. Quest’ultime, nel complesso, riporta ancora il quotidiano di Torino:

sono state oltre 4 mila; 3 mila le endocrinologiche. Gli interventi chirurgici che hanno trasformato i maschi in femmine sono stati 73; 35 gli omologhi da femmina a maschio, ma solo in 10 dopo la fase demolitiva (che consiste nella rimozione chirurgica di mammelle e utero) hanno proseguito con la ricostruzione del pene“.

I risultati di 10 anni di attività del Centro disturbi identità di genere dell’ospedale Molinette di Torino attestano come la disforia di genere, spesso strumentalizzata ai propri fini ideologici dall’attivismo LGBTQI, sia, nella realtà, un disturbo estremamente raro, da curare attraverso specifici trattamenti clinici.

 

I commenti sono chiusi.