Sabato 16 ottobre si terrà a Milano la presentazione del nuovo anno con il gruppo Lgbt “La Fonte”, comunità nata nella primavera del 1986 per opera di don Domenico Pezzini e di alcune persone omosessuali che intendevano creare un luogo di accoglienza e momenti di “crescita spirituale” che coniugassero l’omosessualità e la fede.

Ora, a confermare il malodore di questa fondazione, è certamente la vicenda legata a don Domenico Pezzini, guida pastorale di gruppi di omosessuali “cattolici”, scrittore di numerosi libri  fra cui un diario di memorie pubblicate a seguito delle sue missioni in Bangladesh, fino a poco tempo fa’ ancora  disponibile sul sito del Pontificio istituto delle missioni.

Circa sei anni orsono don Domenico Pezzini, oggi settantanovenne, ex sacerdote della diocesi di Lodi, ex docente dell’Università Cattolica e dell’ateneo di Verona, è stato condannato con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il sacerdote fu fermato a Milano, la città in cui viveva e dove, negli ultimi anni, celebrava la Messa in una parrocchia nella zona di via Padova.

Un uomo che all’apparenza affascinava: molto colto, studioso, relatore in molte conferenze, ha sempre approfondito il tema dei dissidi interiori di chi si trova a dover conciliare l’omosessualità con il credo cattolico. Prese posizione anche contro l’allora cardinale Ratzinger:
«Nell’ambiente gay, anche cattolico, il nome di Ratzinger non ha certo buon corso, ma tutti dal Papa in giù sanno che la Chiesa si fa con gli uomini, non con le astrazioni. Al di là della dottrina, se da me viene un cattolico omosessuale mica posso cacciarlo. Che direbbe Gesù?».
Dopo queste edulcorate parole, don Domenico fu appunto arrestato per aver intrattenuto una relazione con un ragazzino allora tredicenne, povero e straniero, il quale nella sua solitudine si è fidato del prete per poi rimanere intrappolato nella perversa trappola di pedofilia. Secondo la ricostruzione dei magistrati, il religioso si prendeva in qualche modo cura del giovane, cercava di istruirlo, gli proponeva libri da leggere, musica da ascoltare, spesso gli consegnava piccole somme di denaro.

Nel 1980 don Pezzini (che non ha mai avuto incarichi pastorali nella diocesi di Milano) fondò un gruppo chiamato «Il Guado» – ancora esistente purtroppo – che poi lasciò nel 1986 per dare vita appunto a «La Fonte».

A trent’anni dalla fondazione vera e propria, consolidatasi su questa obbrobriosa eredità del fondatore, il gruppo riproporrà anche quest’anno un fitto programma volto alla condivisione dell’omosessualità e alle sfide per essere accettati dalla Chiesa con il solito mantra del “siamo come siamo”.
Fra la serie di appuntamenti proposti – che variano dai momenti di preghiera comunitaria ai dibattiti su Fede e omosessualità – spicca quello in programma per Maggio 2017, in cui gli aderenti si ritroveranno per l’annuale veglia di preghiera “per le vittime dell’omofobia” con data ancora da stabilire.

Lasciamo ai nostri lettori la facoltà di comprendere quali siano i presupposti e gli scopi di questi gruppi di “cristiani Lgbt”. Intanto, per concludere, offriamo qualche spunto ricavato proprio dalla presentazione della giornata in programma per il 16 ottobre a Milano, a cura de “La Fonte”:

“Rinnoviamo l’invito a tutti gli amici/amiche per iniziare insieme la nostra meditazione/riflessione, che, come deciso insieme nell’incontro preparatorio del mese di settembre, quest’anno verterà intorno al grande tema: “L’UMANITÀ DI GESÙ – TRA FEDE ED ESPERIENZA PERSONALE“. Vorremmo inoltre, durante tutto l’anno, alla luce di quanto ci racconteremo e discuteremo insieme, produrre una sorta di “Galateo” circa la nostra condizione di omosessuali credenti/cattolici. Crediamo si tratti di una bella sfida da affrontare insieme, entusiasmante e capace di farci crescere come uomini/donne e cristiani.

Come sempre…. Ci auguriamo di essere numerosi e desiderosi di condividere “noi stessi” con tutti gli amici presenti.”

A buon intenditor, poche parole