Domani si svolgerà in Francia il secondo turno delle primarie del centrodestra, dove vedremo sfidarsi per la candidatura all’Eliseo Francois Fillon e Alain Juppé, entrambi ex primi ministri.

Nel primo turno risalente alla scorsa domenica Fillon aveva guadagnato oltre il 44% dei voti, mentre Alain Juppé aveva battuto l’ex presidente Nicolas Sarkozy di 8 punti percentuali.

In questa battuta finale di ballottaggi Fillon pare essere il super favorito, anche se il quotidiano francese Le Monde riferisce di una mobilitazione organizzata per impedire che sia lui a correre per la presidenza francese. Le posizioni di quest’ultimo si differenziano dal Fronte Nazionale di Marine Le Pen per essere a favore dell’UE, così come quelle di Juppé; tuttavia il favorito per la guida del centro destra ritiene che il patto Schengen debba essere rivisto e che ci sia bisogno di una forza di polizia di frontiera ai confini esterni dell’Unione Europea.

Anche in materia di politica estera Fillon non ha mai nascosto di voler stabilire legami più stretti con la Russia, cominciando con l’eliminare le sanzioni europee contro Mosca per il conflitto in Siria, rafforzando a tale stregua anche il rapporto con gli Stati Uniti del neo eletto Donald Trump.

Fillon appare come il superfavorito ma il quotidiano francese Le Monde riferisce di una mobilitazione per impedire che sia lui a correre per la presidenza.

Tutte queste tematiche certamente non piacciono a uomini e donne della comunità Lgbt, eppure sono proprio loro i personaggi che si mobiliteranno per impedire la vittoria di Fillon, decisi a votare alle primarie del centrodestra per sostenere Juppé pur di non ritrovar trionfante Fillon all’Eliseo:

Non abbiamo alcun simpatia per Juppé, ma le posizioni di Fillon sull’omosessualità e l’omogenitorialità ci spingono a tentare di fermarlo“, dichiara una donna lesbica “madre” di un ragazzo avuto ricorrendo alla procreazione assistita.

Siamo preoccupati e voteremo Juppé, di solito non votiamo per la destra, ma mi risolverò ad andarci. Ho votato al primo turno e andrò domenica” – dichiara la stessa al quotidiano Le Monde.

Insomma, le comunità gay – anche se non c’è stato un comunicato effettivo e generale da parte delle associazioni ufficiali – stanno pensando di andare a votare al secondo turno delle primarie di centrodestra pur di poter scegliere “il minore tra i due mali”, consapevoli che  l’ombra della figura di Marine Le Pen, esponente dell’estrema destra nazionalista in ascesa, si allunga e si innalza sempre più sulle presidenziali del 2017.

Lo spavento transnazionale inaspettato, che vede Donald Trump come presidente americano con connotati assolutamente anti-omosessualisti a differenza della sconfitta Clinton, deve aver smosso gli animi di molti militanti della causa sovversiva targata LGBT.