L’Aids torna a far paura e la categoria più colpita ancora una volta è quella omosessuale. I dati, relativi all’Italia e all’Europa, resi noti in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids del 1 dicembre, rivelano infatti un forte e drammatico incremento di diagnosi, in particolare, tra i giovani maschi che fanno sesso con maschi. Se fino a poco tempo fa il grosso delle infezioni proveniva dallo scambio di siringhe tra tossicodipendenti, oggi la principale fonte di trasmissione del virus è rappresentata dai rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso.

MOLTI PERSONE VITTIME INCONSAPEVOLI

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), agenzia indipendente dell’Unione europea, attualmente in Europa ci sono inoltre almeno 122mila persone sieropositive ignare di esserlo. Più nello specifico, il rapporto, che si riferisce ai 31 paesi dell’Ue e dell’Area Economica Allargata, attesta come nel 2015 vi siano state 30mila nuove notifiche di casi, un numero pressoché in linea con gli anni precedenti, aggravato dall’esistenza di tantissimi casi di soggetti all’oscuro di essere portatori del virus, destinati a fungere da “untori” inconsapevoli. Il tempo stimato fra il contagio della malattia e la diagnosi è infatti di circa 4 anni, con metà dei pazienti che scopre di essere sieropositivo quando l’infezione ha già raggiunto una fase avanzata.

GLI OMOSESSUALI I PIU’ COLPITI

Tra le nuove diagnosi, il 42% riguarda uomini che hanno fatto sesso con uomini, il 32% i rapporti eterosessuali e il 4% l’uso di siringhe infette.

Nell’area UE si legge infatti nel comunicato dell’ECDC il sesso tra uomini è ancora la principale modalità di trasmissione dell’HIV, con il 42% di tutte le diagnosi di HIV del 2015 e più della metà delle nuove diagnosi nei 15 stati membri. Gli uomini che fanno sesso con uomini – continua il documento dell’agenzia europea – sono l’unico gruppo nella UE che ha visto un pesante incremento di infezioni nel corso degli anni.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

A lanciare l’allarme in Italia riguardo gli ultimi dati statistici sull’AIDS è stato il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza (Cnca) della Lombardia che, con queste parole, ha denunciato, la drammatica escalation in atto:

“A dispetto del silenzio assordante che ormai da quasi 20 anni è calato sulla vicenda AIDS, come se fosse scomparso definitivamente con l’avvento dei nuovi trattamenti che hanno determinato la svolta nell’Occidente ricco a partire dal 1996, sono 3.444 nuove diagnosi di infezione da HIV, rilevate nel 2015 in Italia secondo l’Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2015, predisposto dal COA (Centro Operativo AIDS) dell’Istituto Superiore di Sanità. Di queste, ben 829 (cioè 2 al giorno, pur se in lieve riduzione dal 2010) sono state evidenziate in Lombardia, che si conferma saldamente al primo posto tra le Regioni d’Italia, come lo è stata fin dagli inizi del riconoscimento dell’epidemia di HIV nel nostro Paese a metà degli anni 80”.

In particolare, il Cnca, alla stregua dell’ECDC, ha messo in evidenza come oggi, il principale focolaio del virus è rappresentato dai rapporti omosessuali, divenuti una vera e propria “emergenza sanitaria e sociale“. Delle 781 nuove diagnosi riscontrate in Lombardia, ben 400, una cifra pari al 51,2%, sono state infatti registrate tra maschi che fanno sesso con maschi, 214, ossia il 27,4%, tra gli eterosessuali maschi e 151, il 19,3%, tra le eterosessuali femmine, mentre solo 16, quindi il 2,0% tra gli utilizzatori di sostanze stupefacenti per via endovenosa.

“Se al panorama che ci fornisce l’ISS aggiungiamo che le nuove diagnosi non corrispondono certo alle nuove infezioni, ci dovremmo rendere conto che in Lombardia stiamo vivendo ai piedi di un vulcano in costante pur se silenziosa eruzione e che la diffusione dell’infezione da HIV, specie tra i giovani (25-29 anni) ed in particolare tra gli MSM, deve rappresentare un’emergenza sanitaria e sociale”.

PUGLIA VITTIMA DELL’AIDS

Oltre alla Lombardia, un’altra delle regioni italiane più duramente colpite dalla piaga dell’Aids è la Puglia con 160 suoi abitanti che nell’ultimo anno sono risultati positivi al test HIV, un nuovo caso ogni 55 ore. Anche qui, le vittime, come scrive “La Repubblica”, sono, perlopiù, maschi e omosessuali:

“Sono quasi tutti maschi, in prevalenza omosessuali, in 8 casi su 10 la trasmissione è avvenuta sessualmente e oltre il 50 per cento di loro ha scoperto di aver contratto l’infezione a uno stadio avanzato. In sostanza, ignoravano il rischio e non avevano mai fatto un test prima”.

Maria Chironna, professoressa di Igiene all’Università di Bari e responsabile dei Sistemi di Sorveglianza regionale AIDS e HIV, commentando i dati, ha anche lei evidenziato come la gran parte dei soggetti colpiti siano gay:

“Analizzando il trend oltre la metà dei maschi che hanno contratto l’HIV sono omosessuali, confermando un’evidente crescita”.

Dello stesso parere pure le associazioni Lila (Lega italiana per la lotta contro l’Aids) e Cama (Centro assistenza malati Aids), che in occasione della Giornata Mondiale dell’Aids hanno promosso diverse iniziative nella provincia di Bari, lanciando anche loro l’allarme legato all’aumento dei casi riscontrati “tra maschi che fanno sesso con maschi”:

“Si è notato un cambiamento delle modalità di trasmissione e aumenta la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale, in particolare tra maschi che fanno sesso con maschi. La Puglia registra uno dei più alti numeri relativi a quest’ultima modalità di trasmissione e, tra le province, quella di Bari risulta essere quella più colpita da nuove infezioni”.

L’ALLARME DELL’UNICEF

Uno scenario preoccupante e drammatico confermato anche dallUnicef che per il World Aids Day ha pubblicato un rapporto in cui prevede, entro il 2030, un aumento del 60% di nuovi casi di Hiv fra gli adolescenti se nel frattempo non verranno effettuati ulteriori progressi. Nel documento si legge infatti “Ogni 2 minuti un adolescente, con molte probabilità una ragazza, contrae l’Hiv” e, se entro i prossimi 15 anni, non si otterranno risultati, in grado di raggiungere e sensibilizzare gli adolescenti, i nuovi casi di contagio da Hiv per questa fascia di età rischiano di aumentare fino a 400.000 ogni anno, rispetto ai 250.000 casi riscontrati nel 2015 in tutto il mondo.

NESSO INCONFUTABILE

La fotografia sulla situazione globale dell’Aids, restituita in occasione della Giornata Mondiale dell’Aids, è tanto drammatica quanto significativa. Il virus dell’Aids, che si voleva sconfitto o quanto meno fortemente indebolito, nonostante i milioni investiti in ricerche e campagne promozionali, è più vivo e letale che mai. Il dato più evidente che emerge dalle ultime statistiche è l’inconfutabile nesso diretto tra il virus dell’HIV e i maschi che fanno sesso con maschi.

Di fronte a tali terribili dati appare surreale e incomprensibile come la società odierna possa promuovere con ogni mezzo la “normalità” e la “bellezza” dello stile di vita gay attraverso martellanti campagne e infiniti programmi educativi rivolti alle sue giovanissime generazioni. “L’omosessualità è contro la natura dell’uomo e di omosessualità si muore”. Questo dovrebbe essere il forte e chiaro messaggio che una società sana e scevra da ideologie dovrebbe indirizzare ai propri membri.