Gillette, la famosa multinazionale americana che vende rasoi e prodotti per la cura della pelle, ha realizzato poco tempo fa uno spot in linea con il gender diktat dei nostri tempi.

Protagonista del video è Samson Bonkeabantu Brown, ragazza trans canadese che ha affrontato la transizione per diventare “maschio” e sotto lo sguardo fiero ed attento del padre affronta la sua prima rasatura.

La ragazza nello spot dice così:

“Crescendo, ho sempre cercato di capire che tipo di uomo volevo diventare e sto ancora cercando di capirlo”, spiega Brown. “Ho sempre saputo di essere diverso. Non sapevo che esistesse un termine che identificasse il tipo di persona che sono”, prosegue. “Ho affrontato la mia transizione semplicemente per essere felice. Sono contento di essere arrivato al punto in cui sono in grado di radermi. Sono un uomo e ne sono davvero felice. Non è solo la mia transizione: è la transizione di tutti coloro che mi circondano”.

Il video fa parte della campagna lanciata da Gillette #MyBestSelf e da quando è stato messo online (lo scorso 23 maggio), ha ottenuto più di 900 mila visualizzazioni.

La giovane Brown sui social ha scritto che spera che questo video possa essere d’ispirazioni per tutti i trans, affinché possano avere una vita piena di supporto da parte delle famiglie e della società che li circonda.

Il padre dice poi nello spot:

“Ora, non aver paura. Radersi la barba significa essere fiduciosi”.

Ed alla fine:

“Ogni volta, ovunque e in ogni caso, la prima rasatura è speciale”

Non è la prima volta che Gillette va a braccetto con le tematiche politically correct della nostra era: è di gennaio scorso la campagna #MeToo, in cui si seppelliva lo slogan dell’uomo forte “che non deve chiedere mai”. Nello spot si chiedeva di non tollerare più bullismo, sessismo ed aggressività verso il sesso più debole, come se tutti gli uomini fossero colpevoli di non si sa cosa.

Con la solita scusa del rispetto verso tutti, la multinazionale americana fa passare il messaggio che il cambio di sesso in giovane età sia qualcosa da incoraggiare e che i genitori che giustamente si preoccupano di non assecondare il proprio figlio/a nel folle progetto di automutilazione del proprio corpo, vengono fatti passare come retrogradi e come coloro che non hanno a cuore la salute psicologica dei propri figli.

Con questo spot Gillette ha tentato di rimuovere lo “stereotipo” e la “vecchia idea” che maschi e femmine si nasce e non si può migrare da un sesso all’altro. Un taglio netto alla verità che non farà altro che rafforzare la confusione già presente nelle giovani generazioni.