Dopo i recenti annunci televisivi di pubblici incesti fra fratello e sorella, mancava a completare l’opera una notizia ancora più disgustosa, che forse surclassa addirittura la precedente.

Kim West è una donna di 51 anni che 30 anni fa si vide costretta ad abbandonare il figlio appena nato ( non sappiamo bene questi motivi ) Ben Ford, per darlo in adozione. Dopo tutto questo tempo all’improvviso il figlio che viveva negli USA decide di scrivere nel 2013 una lettera alla madre biologica, evidentemente recuperando informazioni su di lei. I due iniziano una intensa corrispondenza, instaurando un insolito legame che insospettisce persino Victoria, la moglie di Ben che nel frattempo, nel 2011, si era sposato.
Fra la madre ed il figlio inizia a nascere, nonostante la distanza, un “sentimento” diverso da quello che si dovrebbe avere fra consanguinei di questo tipo, e a rivelarlo sono gli stessi interessati.
Kim West dice infatti:
“Ho iniziato a capire che c’era qualcosa di più che un semplice interesse ad aver ritrovato mio figlio, quando ho iniziato a fare sogni sexy su di lui”.
Alle quali parole fanno eco quelle del figlio:
“Mi sembrava di conoscerla da sempre, non sono mai riuscito a vederla però come una madre, ma sin dall’inizio ho sentito una forte attrazione sessuale per lei: questo non è incesto, noi siamo fatti per stare insieme!”
Stavamo dicendo che la relazione si intensifica, e Ben passa tutto il giorno a sentirsi con la madre, destando sempre più i sospetti della moglie, la quale non vede nulla di normale e buono in questa frenetica ed intensa corrispondenza.
Dopo che la madre si è documentata sulla GSA (Genetic Sexual Attraction) si sente rassicurata ( sic!) e avviene che i due decidono finalmente di incontrarsi in un albergo, e, udite, invece che raccontarsi tutto ciò che è trascorso in quei 30 anni decidono di bere e brindare a questo ritrovamento per poi consumare ripetuti rapporti sessuali in quella stessa sera.
Il giorno seguente Ben Ford decide di confessare tutto alla moglie Victoria – potendoci immaginare da noi come la povera donna abbia reagito alla scoperta- e  senza colpo ferire è volato in Michigan con la madre, dove ora vivono e si dicono pronti per un matrimonio che porti anche dei figli:
“Stiamo cercando di avere figli e presto ci sposeremo. So che la gente dirà che io e Ben siamo disgustosi, che dovremmo essere in grado di controllare i nostri sentimenti, ma quando si viene colpiti da un amore così, da un’empatia sessuale così forte, si deve combattere per questo, rinunciare a tutto per portarlo avanti. È una possibilità che accade una volta nella vita e io non sono disposta ad allontanarmi.”

Siamo davanti all’ennesimo ed aberrante caso in cui, in nome dell'”amore” si presta il fianco ad un rapporto non solo contro-naturale, ma anche osceno per il potenziale danno che potrebbe creare ad ipotetici nascituri. La storia in effetti ricorda molto quella che fece scalpore nel 2012, che vedeva coinvolti Penny Lawrance ( figlia ) e Garry Ryan ( padre ), incontratisi dopo molti anni in Texas e fra i quali scoppiò un amore improvviso ed ineluttabile a dir loro, comportando anche la gravidanza della ragazza.

Penny Lawrance dichiarò quanto segue:
“Non siamo una coppia incestuosa, ma solo due vittime della GSA: non avendo vissuto un normale rapporto padre-figlia, siamo due estranei che si sono incontrati da adulti”.

Si può intravedere come in quest’ultimo caso si parli di un “essere vittime” della GSA, che di fatto non è altro che una patologia, pure abbastanza frequente, che coinvolge consanguinei che si ritrovano dopo molto tempo suscitando in loro un’ossessione sessuale irrazionale e compulsiva.

Il caso curioso è come vi sia diversità di definizione in questi due insoliti ed agghiaccianti episodi : se nel secondo si evidenzia tutto sommato un problema, nel primo si fa di questa patologia l’arma vincente della relazione madre-figlio sul campo sessuale.
Kim West dice infatti:
“Abbiamo una relazione da due anni e abbiamo un’ottima vita sessuale, potremmo dire incredibile! E questo grazie alla GSA
gsa

In pratica, se questa patologia comporta più attrazione sessuale e più simbiosi fisica, chissene importa se è incestuosa, l’importante è consumarla bestialmente.

Se la perversione umana non ha limiti, è altrettanto vero che la gravità delle cose soprastanti non sta nel fatto che possa esistere un grave problema patologico, ma che questo non sia più ritenuto tale o dannoso, quindi nemmeno curato. Esistono infatti fior fior di blog, di consuler specializzati, pronti ad aiutare queste persone a vivere una vita serena e “normale”.
È stato lo stesso caso in cui si sono imbattuti Kim West e Ben Ford una volta stabiliti in Michigan, rivolgendosi appunto ad una coppia affetta da GSA, che li ha aiutati ad iniziare questa nuova e “bella” avventura.

“Love Is love” e “Ha vinto l’amore”
, la prima detta in America, la seconda in Italia: alla luce di questo assurdo relativismo privo di oggettività e privo di teorie che possano dimostrarne l’autenticità, chi decide dove sta il limite? Chi può dire che l’ “oggettofilia” sia una sindrome patologica o che gli zoofili siano dei disturbati mentali? Chi decide cosa sia giusto o sbagliato, incestuoso o non incestuoso, se, come professa il gender, conta ciò che si sente, che si prova?
Non vi è e ne vi sarà più limite alla nefandezza fra esseri umani, folli per la loro ribellione. Aiutati da governi, organi nazionali e sovranazionali ideologizzati a far soccombere tutto ciò che vi resta dell’essere umano:
Ci siamo innamorati follemente. Per la prima volta nella via vita ero felice, non c’è nulla di male e ora ci siamo sposati.” – Così diceva una teenager americana dei Grandi Laghi, dopo essersi sposata con il padre biologico. “Love Is love”.

I commenti sono chiusi.