A cosa serve la Scuola Superiore della Magistratura?

Domanda legittima dopo avere letto il titolo e il programma del Seminario “Capire e combattere i crimini da odio razzista e omofobico“, organizzato dalla Struttura Territoriale del Distretto di Firenze da oggi al 10 novembre 2016 e rivolto a Giudici e a Pubblici Ministeri, sollecitati a “combattere” dei crimini, dopo averli, però, capiti.

Già: esiste una legge penale in Italia che punisca un “crimine da odio omofobico”? La risposta è negativa, e questo dovrebbe essere sufficiente per non inserirlo in un convegno: il Pubblico Ministero e il Giudice non sono soggetti alla legge? E il diritto penale non è regolato dal principio di tassatività?

Esiste, però, un progetto di legge che, se fosse approvato, punirebbe con la reclusione fino ad un anno e sei mesi “chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione fondati sull’omofobia o sulla transfobia”: progetto che fa a pugni con la libertà di manifestazione del pensiero, garantita dall’articolo 21 della Costituzione, libertà che è il fondamento del nostro Stato democratico.

Il Parlamento non lo approva? Premurosamente la Scuola Superiore della Magistratura si preoccupa, intanto, di “educare” i magistrati, di “aumentarne la consapevolezza in merito alla necessità di combattere i crimini d’odio” (il principio dell’azione penale obbligatoria non esiste? per reprimere i reati occorre una “consapevolezza”?).

E come procede questa educazione? Ovviamente partendo da “pregiudizio e stereotipo”! Iniziamo subito a comprendere che certe idee, certe manifestazioni di pensiero sull’omosessualità sono – ovviamente! – sbagliate! E subito dopo, spieghiamo ai magistrati che “cosa sono i pregiudizi e perché sono importanti nell’inquadramento dei crimini da odio”, per giungere inevitabilmente ad una “correlazione”: “discorsi da odio/incitamento all’odio, pregiudizio, discriminazione”.

Insomma, il quadro è chiaro: chi ha dei “pregiudizi” sull’omosessualità, chi segue degli “stereotipi” – chi, per esempio, è contrario al matrimonio tra omosessuali, o all’insegnamento obbligatorio del gender nelle scuole o all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali che li hanno acquistati mediante l’inumana pratica dell’utero in affitto – se si permette di manifestare il proprio pensiero commette un crimine d’odio e deve essere punito penalmente!

Si riuscirà a punire questi seminatori d’odio anche senza l’approvazione del disegno di legge Scalfarotto, magari ampliando il concetto di discriminazione razziale?

Insomma: l’approvazione della legge Cirinnà e il “via libera” di alcune Corti all’adozione da parte delle coppie omosessuali hanno bisogno del braccio armato della legge penale per spazzare via ogni dissenso! Sensibilizziamo i magistrati!

Provvederà al compito la d.ssa Chiara Maina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Torino, a livello mediatico nota per aver chiesto ed ottenuto l’archiviazione per una persona che aveva offeso un sindaco per un discorso diffuso in rete, ritenendo che “la frase incriminata, certamente forte nei toni utilizzati, va comunque contestualizzata nel contenuto intrinseco al video, sicuramente poco rispettoso nei confronti degli omosessuali definiti, tra l’altro, come persone con problemi”: ottima introduzione al tema delle “vittime degli hate crimes” che, di fronte a persone che hanno “pregiudizi” e seguono “stereotipi” potranno almeno insultarli senza rischio …

Ripetiamo: a cosa serve la Scuola Superiore della Magistratura? (di Giacomo Rocchi)