Dopo il pugile inglese Tyson Fury, tocca ad altro grande campione della boxe, il filippino Manny Pacquiao, finire al tappeto sotto i duri colpi dell’implacabile “gender diktat”. Pacquiao è stato infatti puntualmente travolto dalla collaudata campagna d’odio, che gli è valsa l’immediata unilaterale rescissione del contratto di sponsorizzazione con la “Nike, per aver avuto l’ “imprudenza” di rilasciare dichiarazioni “sopra le righe” del politicamente corretto nell’ambito della campagna elettorale che sta conducendo per conquistare un posto al Senato delle Filippine. Già deputato della provincia del Sarangani alla Camera dei Rappresentanti, Pacquiao in tv si era limitato ad esprimere le proprie personali convinzioni religiose in materia di omosessualità in veste di candidato conservatore e devoto della Bibbia. La sua unica colpa è stata quella di aver detto nient’altro che la verità, ricordando come l’omosessualità sia una perversione della quale sono capaci soltanto gli uomini:

E’ una cosa di buon senso, voi vedete animali che si accoppiano se sono dello stesso sesso? Gli animali sono migliori perche’ possono distinguere il maschio dalla femmina. E se un uomo si accoppia con un altro uomo e una donna con un’altra donna, sono peggiori degli animali“.

Pacquiao, che era un vero e proprio uomo simbolo della “Nike”, essendo legato allo sponsor fin dal 2006, è stato messo alla porta senza tanti complimenti dai vertici del colosso dell’abbigliamento sportivo che hanno così giustificato la loro inappellabile decisione: “Troviamo i commenti di Pacquiao ripugnanti“, sottolineando come il gruppo “si oppone con forza ad ogni tipo di discriminazione, avendo alle spalle una lunga storia a favore dei diritti della comunita’ Lgbt”. Per questo, “non avremo piu’ alcun rapporto con Manny Pacquiao“. A nulla sono servite la retromarcia e le scuse ufficiali del pugile, diffuse attraverso un video pubblico, la Nike lo ha messo al bando, rinnegando 10 anni di lungo e felice sodalizio.

Il “caso Pacquiao” dopo quello di Tyson Fury, dimostra nuovamente il volto intollerante e totalitario dell’ideologia omosessualista che pretende puniretappare la bocca a chiunque osi levare una voce di dissenso rispetto al diktat etico imperante. Un vero e proprio avvertimento con il quale la “Nike” intende lanciare un messaggio forte e chiaro riguardo la sorte di isolamento e gogna sociale che attende coloro che hanno l’ardire di ribellarsi. Ancora una volta l’ideologia che rivendica il rispetto, la tolleranza e la non-discriminazione epura i “dissidenti”, imponendo la sua esclusiva ed ideologica visione della società.

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