L’Università di Verona è all’avanguardia nella diffusione dell’ideologia del gender.

Abbiamo visto che ci sono dipartimenti e istituti molto attivi nello spargere a piene mani la propaganda politicamente corretta per cui si insegna che i dati biologici sono del tutto irrilevanti rispetto alle pulsioni, le curiosità, i capricci e i desideri individuali.

Ma l’attività “culturale” in tal senso non è stata diretta solo agli studenti iscritti all’Ateneo.

Nell’ambito del progetto Tandem, l’Università infatti ha offerto una serie di opportunità agli studenti dei licei per approcciarsi agli studi superiori in diverse discipline.

Tra queste non poteva mancare – però- anche Filosofia politica e “teoria del gender” . Un corso tenuto dal professore Lorenzo Bernini, che tra i vari incarichi ricopre anche quello di tutor degli studenti transgender dell’Ateneo.

In un suo articolo, in programma per gli studenti che seguiranno il corso quest’anno, il docente scriveva:

«Si pensi a quei soggetti che tradizionalmente rappresentavano la negatività del godimento, e che oggi appaiono come i più strenui paladini dell’amore familiare. Per l’attuale sensibilità liberale, uno Stato non riconosce pieni diritti umani a lesbiche e gay fino a quando non concede loro l’accesso a matrimonio, adozione e riproduzione assistita.

….

Per quanto tentiamo di “redimerlo” attraverso la riproduzione e l’affettività, il sesso è in sé una pulsione perturbante, che ci spinge oltre i confini di ciò che consideriamo pienamente umano: al di qua o al di là del bene e del male, al di qua o al di là della comprensione e del significato. In una zona selvaggia e impensabile che ci disturba e al tempo stesso ci eccita, da cui le convenzioni della vita associata solo in parte riescono a tenerci lontani…».

Ecco: ci permettiamo di non condividere questa concezione di sesso che ha il professore, tipica dell’ideologia gender e omosessualista. E vorremmo che non l’insegnasse come fosse una verità assoluta ai nostri ragazzi.

Il sesso non è solo animale. L’uomo è capace di condirlo con un sentimento che si chiama amore, un sentimento oblativo, esclusivo, unitivo e perciò generativo… e perciò bello, buono e umano (per niente selvaggio e animale, anche se comunque “divertente” all’atto pratico). Che completa l’uomo e la donna, che son fatti naturalmente, fisicamente, complementari… Ecco perché le persone sono gli unici “animali” che fanno all’amore guardandosi negli occhi… Questo vorremmo si spiegasse ai nostri bambini e ai nostri ragazzi. Ma sono discorsi intimi e profondi che vanno fatti in luoghi e al momento opportuni. Non  certo all’università, e tanto meno al liceo…

Al “corso di gender” dell’anno scorso hanno partecipato studenti del triennio delle superiori, anche minorenni e anche di scuole sedicenti cattoliche. Vediamo infatti dal sito dove si descrive il progetto che le Scuole aderenti sono l’Istituto Figlie del Sacro Cuore di Gesù – Seghetti, l’IIS “Copernico Pasoli“, l’Istituto “Don Nicola Mazza“, il Liceo delle Scienze Umane “Fabrizio De Andrè” e il Liceo Statale “Scipione Maffei” .

Redazione