La Gaystapo ha dato per l’ennesima volta prova della sua violenta intolleranza verso quanti non si piegano ai dogmi della dittatura LGBT.

La scorsa settimana in Cile è arrivato il #BusDeLaLibertad della piattaforma CitizenGo, in collaborazione con l’Osservatorio Legislativo Cristiano e l’associazione Padri Obiettori del Cile.

Si tratta di uno strumento che serve a denunciare l’imposizione dell’ideologia gender nelle scuole e a difendere il prioritario diritto dei genitori a educare i figli in base ai principi in cui credono.

Il bus ha già fatto il giro della Spagna con lo stesso scopo e, proprio come in Spagna, anche in Cile ha ricevuto attacchi di una ferocia inaudita da parte dei guardiani del pensiero unico.

Il governo socialista di Michelle Bachelet (lo stesso che vuole legalizzare l’aborto) è stato tra i principali critici del Bus della Libertà, reo di presentarsi con scritto l’invito a non toccare i bambini e di opporsi alla Legge di Identità di genere attualmente in discussione al Congresso. In autunno in Cile ci saranno le elezioni presidenziali e la Bachelet, ormai alla fine del suo mandato, sta spingendo l’acceleratore sulle riforme di vera e propria ingegneria sociale.

Pure l’intervento della Gaystapo ovviamente non si è fatto attendere. I promotori del Bus sono stati definiti razzisti, omofobi, violenti, discriminatori e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo la protesta non si è fermata alle parole. I ‘tolleranti’ si sono spinti a lanciare pietre e bottiglie contro le famiglie che marciavano con tanto di bambini al seguito e le forze dell’ordine sono state costrette a intervenire con i lacrimogeni per disperdere i violenti. Non solo. Si è chiesto persino di sequestrare il bus. E in effetti i Carabinieri lo hanno trattenuto per un po’, in maniera assolutamente illegale e lesiva della libertà di espressione.

Tuttavia, la reazione dell’opinione pubblica è stata forte e chiara (e questo è senz’altro un segno di grande speranza): in 50.000 hanno firmato per chiedere all’esecutivo di bloccare il progetto di legge per imporre l’ideologia gender nelle scuole e la promozione dei dogmi LGBT. 

Ma non è finita qui. Non appena si è saputo del ‘sequestro’ del Bus della Libertà, 10.000 cileni hanno organizzato spontaneamente una marcia per rivendicare il diritto alla libertà di pensiero. 

Ancora una volta, la verità si mostra con nitidezza: da una parte la violenza intollerante del fronte (minoritario ma rumoroso) raccolto sotto le bandiere arcobaleno; dall’altra quello (maggioritario e silenziato dai media) di chi difende la famiglia naturale e chiede un’educazione non ideologizzata per i propri figli.

La battaglia continua.

Redazione

Fonte: Actuall