In barba agli allarmi sanitari circa l’epidemia di epatite A in corso in Europa, il cui focolaio è stato individuato nell’Europride, il mega raduno LGBT europeo di Amsterdam dell’agosto 2016, si  moltiplicano in tutti i paesi UE le parate di orgoglio omosessuale. Oltre chi si prepara ad ospitare l’ennesima adunata gay, come Madrid con il World Gay Pride dal 24 giugno al 2 luglio 2o17, ci sta anche chi come la Svizzera italiana è al suo “esordio LGBT” con il Ticino Gay Pride, che prevede una “Pride Week” di propaganda pansessuale, da mercoledì 30 maggio a domenica 3 giugno 2018, con eventi gratuiti, culturali e di approfondimento sulle tematiche LGBT+ che culminerà nella giornata di sabato, con la consueta “parata dell’orgoglio” sul Lungolago di Lugano.

L’iniziativa ha suscitato la reazione di alcuni consiglieri comunali del Partito Popolare Democratico (PPD), Armano Boneff, Sara Beretta Piccoli e Angelo Petralli, i quali, all’indomani dell’ufficializzazione della parata dell’orgoglio Lgbt, hanno scritto una lettera al Municipio in cui si legge:

“”Circola la notizia che l’anno venturo, fra giugno e luglio, Lugano ospiterà la prima “marcia dell”orgoglio omosessuale o “Gay Pride” sul suolo ticinese, e che l’accordo è già stato sottoscritto dal Municipio con le organizzazioni coinvolte: Imbarco Immediato, Network e Zonaprotetta. I sottoscritti, pur rispettosi di ogni diversità, mal comprendono il motivo per cui, in un periodo di difficoltà finanziarie e di conseguente razionalizzazione delle risorse, il Municipio accetti di promuovere una nuova manifestazione folcloristica di nicchia, certamente per taluni aspetti controversa, ma soprattutto onerosa per l’organizzazione logistica e del servizio d’ordine, estranea alle nostre tradizioni,mentre sono stati tolti i finanziamenti allo storico carnevale luganese e addirittura si paventava di lucrare sull’affitto delle infrastrutture destinate alle associazioni cittadine riconosciute”.

Il disappunto dei consiglieri del PPD nasce anche dal fatto che per l’evento gay l’amministrazione è riuscita “miracolosamente” a reperire i fondi che non sono stati trovati per una manifestazione ben più tradizionale e sentita come quella del carnevale luganese.

I promotori dell’interpellanza sottolineano la debolezza delle giustificazioni addotte evidenziando l’irrisorio numero dei partecipanti:

“Deboli sembrano essere argomentazioni di altra natura come l’attrattività turistica o l’indotto economico della manifestazione. Le cinquemila persone che dovrebbero sfilare in buon ordine sul lungolago cittadino (questa la media dei partecipanti tra Friborgo e Sion), sono l’equivalente delle porzioni di risotto servite durante l’ultima edizione del carnevale Sbroja (che per altro non è stato sostenuto finanziariamente dal Municipio)”.

10 DOMANDE

Fatte queste premesse, Boneff, Beretta Piccoli e Petralli pongono una serie di domande al Municipio:

1. È vero che il Municipio ha già sottoscritto un impegno in tal senso? In caso affermativo:
2. Quanto costerà globalmente al Comune (spese dirette e indirette) l’organizzazione del Gay Pride?
3. Quali disagi, dove e per quanto tempo deve attendersi la popolazione indigena durante il Gay Pride?
4. Quali obiettivi qualitativi e quantitativi si prefigge di raggiungere il Municipio con questa manifestazione?
5. Poiché, si spera, le azioni per la promozione turistica della Città siano state pianificate a media scadenza, ritiene il Municipio che autorizzare il Gay Pride nel periodo di alta stagione sia compatibile con il target dei turisti che abbiamo attirato?
6. Il Municipio è a conoscenza di discriminazioni nei confronti degli omosessuali all’interno dell’amministrazione cittadina? È a conoscenza di discriminazioni di altro genere (donne, colore della pelle…)? E se non vi è discriminazione, quale messaggio vogliamo dare al cittadino e al turista?
7. La Città è disposta è pronta a legare il suo nome a questo tipo di manifestazioni?
8. Poiché, si spera, le azioni per la promozione della Città siano state pianificate a media scadenza, ritiene il Municipio che autorizzare il Gay Pride sia compatibile con il target dei turisti che abbiamo attirato?
9. Il Municipio è disposto ad accordare un pari trattamento a tutte le Organizzazioni che, in rappresentanza di soggetti associati in base alle preferenze sessuali (e/o ad altre caratteristiche comuni), chiederanno di esibirsi sul suolo pubblico?
10. Se vi fossero richieste superiori ai giorni e ai mezzi disponibili, quali sarebbero i criteri di scelta per evitare discriminazioni?

DIKTAT RELATIVISTA

Le sfilate dell’orgoglio gay per le strade di tutta Europa, presentate come insopprimibili manifestazioni di libertà e lodevoli conquiste di sacrosanti “diritti”, rappresentano, in realtà, lo squallido e drammatico specchio della decadenza dell’Europa odierna accecata dal delirante diktat relativista.