In attesa delle votazioni amministrative previste per il 5 giugno il Comune di Latina si prepara a rispondere con decisione alla legge entrante sulle cosiddette “unioni civili”, in vigore proprio dalla medesima data del voto.

Molti candidati a sindaco di sono infatti espressi contrari a tale decreto, promettendo ai cittadini di “Favorire e promuovere la famiglia quale società naturale fondata sul Matrimonio fra uomo e donna“, con soltanto 3 firme contrarie ad un elenco di impegni volto a garantire il bene della città.

Sei sono state invece le firme a sostegno di questo ( tutto sommato ) onorevole impegno, sottoscritte dopo un incontro a porte chiuse fra i candidati e i promotori del documento, facenti parte dell’associazione “Difendiamo i nostri figli”.

Ovviamente la reazione da parte delle comunità omosessuali non si è fatta attendere, annunciando tramite i gruppi “Lazio Pride 2016“, “Sei come sei“, “Gay Center” e “Azione Trans” la risposta che verrà data a Latina:

“Gli aspiranti sindaci di Latina firmano un documento contro i gay? Noi organizziamo il gay-Pride a Latina. Quel giorno nel capoluogo pontino, arriverà il primo Pride per le persone lesbiche, gay, video e trans a livello regionale. Un evento aperto a tutta la popolazione che vuole portare nelle province laziali i temi LGBT per sensibilizzare e combattere l’omofobia.”

La macchina tirannica targata LGBT ha già fatto grossi passi per demolire questa iniziativa, portando l’indottrinamento omosex “ad ogni costo” nelle scuole:

“Abbiamo incontrato nel Lazio migliaia di studenti. Molti hanno raccontato episodi di discriminazione e violenza. E’ necessario svegliare l’orgoglio delle persone gay, lesbiche, bisex e trans, anche alla luce della firma della petizione anti gay firmata da diversi candidati sindaco a Latina.
Tra le parole d’ordine della manifestazione dell’orgoglio gay avremo Liberiamo Latina dalla discriminazione: uno slogan che abbiamo già lanciato in rete il 25 maggio.”

Tutto è pronto dunque, a confermare per l’ennesima volta quanto – se pur non esista ancora una precisa legge per perseguitare gli “omofobi” ( ricordando sempre l’inesistenza reale di tale ed inventato fenomeno ) – sia già in uso una caccia alle streghe di stampo totalitarista verso chiunque, anche e giustamente politicamente, provi ad opporsi coscientemente al piano di attacco sferrato contro la famiglia naturale, che l’Europa padrona ha imposto a tutti gli stati membri e succubi di un’idea umana contro natura.

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