Freeda, il progetto editoriale interamente social con contenuti dedicati a ragazze e donne tra 18 e 35 anni, in occasione del mese “rainbow”, ha pubblicato su Facebook vari video – testimonianze di persone LGBT.

Tra questi, spicca quello agghiacciante di un bambino trans spagnolo di nove anni, di nome Cloe Aicart.

Ecco come si presenta:

Mi chiamo Cloe, ho 8 anni e sono un bambino transgender. Fin da bambina sentivo che la mia testa e il mio corpo non erano in ordine. Sembravo fuori posto e mi sentivo male. All’età di 6 anni e mezzo ne parlai a mia madre mentre andavo a scuola e da allora i miei genitori mi hanno aiutato a conoscermi e a sentirmi meglio. Prima i miei vestiti, poi la mia mente, poi la mia famiglia. Sono andata a parlare con Vicenta, la mia amica psicologa, che mi ha aiutato a capire che quando sono nata i miei genitali non erano quello che sentivo e volevo. Mi sentivo come una bambina. Così ho imparato ad essere una ragazza ed ero molto felice. Non ero più Leo. Finalmente ho potuto esprimermi come ero, CLOE. Quel giorno ho iniziato la mia nuova vita ho cambiato la mia scuola. Da allora il mio percorso è quello che pensavo. I miei genitori mi hanno fatto capire che tutti gli errori possono essere corretti, i miei richiederanno più tempo, ma li correggeremo con pazienza e insieme. Per il momento sono Cloe e sono felice“.

All’inizio del video riportato da Freeda, il bambino dice:

Mi sono resa conto a tre anni che volevo essere una ragazza…A quattro anni avevo già detto ai miei genitori che volevo operarmi e che volevo morire“.

Cloe conclude il video chiedendo una legge transgender per minori che possa permettere loro di cambiare sesso senza aspettare i due anni di terapia ormonale.

Il bambino è stato anche protagonista di un cortometraggio “The passenger“, in cui viene descritta l’infanzia dei bambini transgender, mostrando tutte le loro difficoltà, prese in giro, bullismo (le quali, ammesso che siano vere, sono sicuramente da condannare, ma vengono usate come un cavallo di Troia per normalizzare il “cambio di sesso”), fino ad arrivare alla piena accettazione, da parte della società, del sesso che “si sentono”.

Mettere sul piedistallo dei bambini confusi sul proprio sesso biologico è un vero e proprio abuso che deve essere punito; per di più pubblicare video in cui si inneggia alla terapia ormonale ed all’operazione per il cambio di sesso, è molto pericoloso, soprattutto considerando che il target di questi video sono ragazzi adolescenti e giovani adulti.

Ci rendiamo conto che se passasse una legge come la Zan – Scalfarotto, non avremo più la libertà di dire la verità, ovvero di dissentire verso questi tentativi di manipolare i bambini, ribadendo con forza che si nasce maschi o femmine, che è immorale assumere ormoni o subire operazioni per il “cambio di sesso”, che così facendo stiamo solo ingannando delle persone fragili, che hanno bisogno di aiuto e supporto, ma certamente non di bombe chimiche che distruggono il proprio corpo?