Per fare lo spot ai trans usano bambini e frati. L’ultima iniziativa dell’Associazione Nazionale Transgender Italia (ANTI) porta il volto, e il fisico, di Manila Gorio che con 12 “scatti d’autore” realizzati in Puglia provoca, tocca la sensibilità di credenti e cattolici e sembra fare un uso propagandistico di due pargoletti (Guarda la Gallery).

Il calendario hot si pone come obiettivo quello di “chiedere a gran voce al Parlamento italiano il riconoscimento e la tutela dei diritti dei transgender”. Tutto legittimo. Ma c’era bisogno di usare il volto di due bambini e “profanare”, seppur metaforicamente, una chiesa?

L’Anti è stata fondata alcune settimane fa dall’ex manager dei vip “con lo scopo di difendere, tutelare e promuovere i diritti delle transessuali nel nostro Paese”. Secondo l’Associazione, i trans in Italia sarebbero offesi, ostacolati e discriminati. Spesso pure vittime di violenze. Ma l’immagine dei due bambini vestiti da scolaretti al primo giorno di scuola che danno la mano a Manila in minigonna per promuovere i diritti dei transessuali lasciano comunque sconcertati. E poi c’è quello scatto in chiesa, con un finto matrimonio tra il transessuale e un uomo, officiato da un improbabile frate.

“Ancora oggi le persone transgender – denuncia l’Anti – sono vittime di pregiudizi, stereotipi e generalizzazioni. Proprio per questi motivi hanno difficoltà a esprimersi, a emanciparsi e a vivere come tutti. Le violenze verbali, fisiche o psicologiche sono quotidiane e sono sempre di più le transgender soffocate da questi disagi, che sono figli di degrado, ignoranza o degenerazioni, essendo spesso il prodotto di una sottocultura da estirpare”.

L’obiettivo? Dopo il femminicidio, istituire anche il reato di transfobia. E magari ottenere pure l’adozione dei bambini. “L’arretratezza italiana non è solo politica, ma anche culturale e sociale”, scrive infatti l’Associazione nel comunicato di presentazione del calendario. E cosa provoca questo presunto ritardo nostrano? La mancanza di “parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro” le “adozioni”, i “bagni pubblici in base alla propria identità di genere e non in base al sesso di nascita”, l'”accesso alle forze armate” e chi più ne ha più ne metta.

Un appoggio all’iniziativa arriva pure da Vladimir Luxuria, amica e sostenitrice di Manila Gorio: “Essendo una transgender che ha vissuto sulla propria pelle i disagi e la negazione di tanti diritti, vorrei rappresentare gli interessi e le istanze della mia categoria mediante l’Anti”, dice. “Spero che il mio movimento di promozione sociale diventi anche politico per portare avanti le battaglie per il riconoscimento giuridico dei diritti di tutte le persone transgender in Italia”.