Dopo l’addio a “Ladies and Gentleman” della metropolitana londinese, seguita a ruota anche dalla metro della città di Amsterdam, arriva ora anche quello delle ferrovie olandesi che hanno appena annunciato come a partire dal 10 dicembre sostituiranno il loro storico saluto di cortesia “Signore e signori” con il più moderno e neutrale «Beste reizigers» ossia “Cari viaggiatori“.

Il tutto, ovviamente, per essere “rispettosi” e non discriminare i viaggiatori che non si sentono né maschio né femmina.

Roger van Boxtel, direttore della Sederlandse Spoorwegen (Ns) ha spiegato così le ragioni dell’iniziativa:

«È un piccolo cambiamento ma significativo, perché non dovremmo chiamare le persone quello che sono per noi? Cioè dei cari viaggiatori. Il nostro personale vuole che tutti si sentano benvenuti. E poi Signore e signori era diventato un po’ troppo formale ormai».

La notizia ha suscitato lo scontato entusiasmo della comunità rappresentata dal sempre più lungo ed indecifrabile acronimo Lgbtqai (Lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer, asessuali, intersessuali) che attraverso Marco Altena, portavoce dell’organizzazione Trainbow, ha applaudito l’innovazione delle ferrovie olandesi, sottolineandone il «grande valore simbolico».

Una delle poche voci fuori dal coro è stata quella del leader del Partito della Libertà (Pvv) Geert Wilders che su Twitter ha chiesto il licenziamento del direttore delle Ns suggerendo di destinare il suo stipendio a migliorare il servizio delle ferrovie:

 «L’azienda ha perso completamente il buon senso. Perché non si occupa di far arrivare i treni in orario invece di pensare alla neutralità della comunicazione? Che follia».

Il “gender diktat” avanza dunque prepotentemente e, giorno dopo giorno, cambia le regole e il linguaggio della nostra società al fine di sdoganare la nuova delirante visione politically correct che prevede la negazione della naturale dicotomia maschio/ femmina e la promozione di infiniti generi e combinazioni sessuali.