Questa testimonianza ci dimostra come con l’aiuto della fede si possa uscire dalla disforia di genere e tornare a vivere nel proprio sesso biologico.

Protagonista è Daniel, che ha vissuto per molti anni al femminile come “Danielle”.

Racconta che sin da piccolo ha subito degli abusi da parte della madre che gli ripeteva continuamente che “gli uomini sono cattivi”. Questo trauma, insieme ad altre cose, lo ha portato a mettere in discussione il suo sesso biologico.

Effettuò anche in Thainlandia un intervento di “cambio del sesso”, con rimozione dei genitali; cosa di cui poi si è pentito amaramente.

“Quando mi stavano portando in sala operatoria, ho iniziato ad avere il pensiero di non farlo”, ha detto Daniel.

Non ho ascoltato l’ ispirazione  del ʽnon farloʼ nella mia testa, e mi sono detto: ʽSono venuto fin qui, ho pagato ed ora lo faròʼ”.

Dopo l’intervento, ha vissuto un periodo molto difficile ed ha sofferto anche di depressione.

Una mattina stavo pregando e dissi a Dio che ero infelice, che c’era qualcosa che non andava. Ho avuto l’ispirazione, come se lui mi dicesse: ʽio ti ho creato maschio, tu vai in giro cercando di vivere in modo femminile, devi tornare al tuo genere di nascitaʼ“.

Poco dopo aver pregato, Daniel si precipitò a mandare un’e-mail al suo Pastore, ai suoi amici intimi ed a sua sorella. Dopo aver ricevuto il loro sostegno, sapeva che doveva tornare a vivere come Dio lo aveva creato. Tutto questo avvenne in un giorno.

Daniel oggi è sposato con una donna e sta attendendo un intervento chirurgico per ricostruire i genitali maschili naturali.

Ha poi commentato quanto sia stato difficile trovare un medico specializzato nella de-transizione, ma soprattutto la quasi impossibilità per gli “ex- trans” di trovare uno spazio in cui rivelare gli inganni del “cambio di sesso”.

In alcune nazioni del mondo, come in Canada ed in Germania, sono state introdotte delle leggi che vietano ad adolescenti con disforia di genere di essere aiutati a vivere nel proprio sesso biologico, con l’aiuto della fede o di gruppi di preghiera, o semplicemente con dei colloqui psicologici.

Ma la storia di Daniel ci dimostra che tutto ciò è sbagliato: come ben sappiamo, la verità è che non si potrà mai cambiare il proprio sesso biologico, ed è crudeltà illudere i giovani, già di per sé fragili, che con la chirurgia e gli ormoni si potrà diventare “maschi” o “femmine”.

L’alto numero di persone che vuole tornare a vivere nel proprio sesso biologico, ci dimostra che la verità, prima o poi, verrà a galla. Ma quante persone dovranno ancora soffrire?

 

Chiara Chiessi