ROMA – È il vaccino più diffuso tra i viaggiatori che partono per Paesi con problemi igienici in Africa, Asia o Sud America ma in questo periodo non si trova. In Italia scarseggiano le dosi dell’anti epatite A, così nei centri di medicina dei viaggi i dottori allargano le braccia di fronte alle richieste. Sono decine di migliaia gli italiani che in questa stagione si recano dagli esperti per fare le iniezioni che prevengono le malattie diffuse nel Paese dove sono diretti. Per loro al momento l’unica soluzione, oltre a quella di partire senza aver fatto il vaccino, potrebbe essere quella di utilizzare il prodotto pediatrico.

Si aspetta però un via libera di Aifa e ministero della Salute in questo senso. E comunque andrà stabilito quante dosi sono necessarie e andranno reperite scorte all’estero. L’Agenzia del farmaco, nell’elenco dei medicinali carenti nel nostro Paese, suggerisce l’importazione, però difficoltosa per quel tipo di medicinali.

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La carenza del vaccino è dovuta a un problema produttivo dell’industria che lo prepara. Per questo motivo c’è poco da fare. Non è raro che le aziende farmaceutiche abbiamo difficoltà a mettere sul mercato alcuni medicinali. Questa volta tocca al vaccino anti epatite A, una malattia che tra l’altro, come hanno più volte sottolineato l’Istituto superiore di sanità e pure l’Oms, sta provocando un allarme anche qua da noi. In Italia, come in altri Paesi europei si sono moltiplicati i casi, in particolare all’interno della comunità omosessuale. Proprio l’Organizzazione mondiale per la sanità ha invitato gli Stati a fare il vaccino alle persone maggiormente a rischio. C’è quindi stato un aumento di consumo che probabilmente ha colto di sorpresa l’azienda che produce il medicinale e ora non riesce a rispondere a tutta la domanda che arriva.

Vista la situazione, si è trovato in difficoltà anche chi deve partire. Chi si reca nei centri di medicina dei viaggi, di solito, viene invitato a prendere una serie di misure di prevenzione a seconda del Paese dove è diretto, di quanto ci sta e di che tipo di vacanza o viaggio intraprende. “Inoltre, l’occasione viene sfruttata per vedere se quella persona è in regola con le vaccinazioni pediatriche, consigliate di solito quando ci si sposta – dice Maria Grazia Santini dell’Ufficio di igiene della Asl della Toscana centrale – Ad esempio è fondamentale essere in regola con l’anti tetanica”. Poi si possono consigliare i vaccini per tifo, colera, rabbia, epatite B oppure in certi casi febbre gialla, oltre all’epatite A. Questa malattia si prende da cibi o acqua contaminati.

Poi c’è tutto il discorso della malaria, anche questa legata alle zone dove ci si reca. Contro la malattia trasportata dalle zanzare non esiste un vaccino ma una profilassi con farmaci. Ma le Asl danno anche consigli comportamentali, riguardo ad esempio all’acqua, che va presa solo confezionata, e a frutta e verdura, da sbucciare o cuocere prima di consumare, oppure a come prevenire le punture delle zanzare. E poi c’è un suggerimento finale.

““Avvertiamo che spesso quando si è vicini alla conclusione del viaggio ci si rilassa, perché ci si sente sicuri dopo alcuni giorni di grande attenzione. E a quel punto può capitare di sbagliare, mangiare qualcosa senza lavarla o lasciare aperta una zanzariera”. (di Michele Bocci)

 

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