Donald Trump ha fatto del linguaggio e dei metodi politicamente scorretti l’elemento vincente della propria inarrestabile e trionfante ascesa politica. Un approccio confermato, non appena insediato ufficialmente come Presidente degli Stati Uniti d’America, con la rimozione dal sito della Casa Bianca dell’intera sezione dedicata ai “diritti” LGBT fortemente voluta e alimentata dall’uscente amministrazione Obama.

L’ormai ex presidente Obama che ha fatto della “causa omosessuale” una delle sue priorità di governo aveva infatti aperto un’area riservata del sito governativo, raggiungibile all’indirizzo web whitehouse.gov/lgbt,  in cui teneva informati i suoi elettori e le lobby gay sullo stato di avanzamento delle iniziative legislative LGBT.

Ora collegandosi alla pagina web si viene accolti da un messaggio che recita:

Iscriviti per gli aggiornamenti sul presidente Donald J. Trump!” e “Spiacenti, la pagina che stai cercando non è stata trovata” accanto al nuovo logo presidenziale del presidente.

La rimozione della sezione LGBT dal sito della Casa Bianca ha avuto prevedibili ripercussioni sul web e sui social, dove gli attivisti gay si sono scagliati contro la nuova Amministrazione chiedendo l’immediato ripristino dell’area web “arcobaleno” governativa.

LA REPLICA DELLA CASA BIANCA

Alle polemiche e agli attacchi delle organizzazione LGBT ha risposto un funzionario della Casa Bianca che si è giustificato dichiarando come l’amministrazione Obama si sia impegnata a ripulire i propri account digitali e le piattaforme prima della riconsegna e che il nuovo sito sarà presto aggiornato con ulteriori informazioni: “L’Amministrazione Trump popolerà il sito con i nuovi contenuti nelle settimane e nei mesi successivi“.

Ci auguriamo che Trump e il suo staff, tra i quali figurano personalità con posizioni notoriamente anti gay, invertano la catastrofica “rotta arcobaleno” intrapresa dagli Stati Uniti negli ultimi 8 anni, relegando le istanze LGBT al posto che li compete.