Il VII capitolo dell’Amoris laetitia  in tema di educazione dei figli, ci riserva più di una sorpresa  e quella più stupefacente riguarda  proprio l’educazione sessuale. In ben  sette paragrafi (280-286)  papa Bergoglio  si sofferma sull’educazione sessuale  senza nominare nemmeno una volta famiglia e genitori, quelli cui tutto il precedente Magistero  aveva   affidato  il ruolo di primi e principali educatori dei figli.

Il Papa archivia  la famiglia a  favore di non meglio specificate “nostre istituzioni educative”(§280) chiamate ad assumere la sfida di occuparsi di educazione sessuale. E questo, in un documento  dedicato alla famiglia, è, a dir poco, singolare.

Dopo la Gravissimum educationis del Vaticano II,  che aveva segnalato la necessità di  offrire ai fanciulli e ai giovani  “una positiva e prudente educazione sessuale”, il Magistero si era arricchito di  importanti documenti in materia, quali “Orientamenti educativi sull’amore umano” a cura della Sacra  Congregazione  per l’educazione cattolica, e “Sessualità umana: verità e significato- Orientamenti  educativi in famiglia” del Pontificio Consiglio per la famiglia, per non parlare  degli importanti riferimenti  al tema contenuti  nella Familiaris Consortio di San Giovanni Paolo II.

Documenti che concordemente ravvisano nella famiglia  l’ambiente e l’agenzia educativa   migliori  per assicurare ai giovani una graduale educazione sessuale che si inserisca  naturalmente nello sviluppo armonico del bambino  fin dalla nascita. Documenti  deliberatamente ignorati da papa Bergoglio che, a proposito di educazione sessuale, cita soltanto la sua catechesi, la Relatio finalis del Sinodo e “L’arte di amare” di Erich Fromm.

I documenti del Magistero su citati  indicano veri e propri  itinerari educativi in seno alla famiglia in cui fin dalla più tenera infanzia  si imparano l’accoglienza,  l’accettazione dell’altro, la capacità di entrare in relazione con  genitori, fratelli,  compagni dello stesso sesso  e dell’altro, e l’amore autentico.  L’educazione all’amore infatti è “una realtà globale” (1) che compete  particolarmente ai genitori cui spetta il compito di far conoscere ai figli  “i misteri  della vita umana” (2) secondo una formazione individualizzata, attraverso un dialogo personalizzato che non trascuri la dimensione morale, in quanto

” i Cristiani  sono chiamati a vivere il dono della sessualità  secondo il piano di Dio che è Amore, nel contesto del matrimonio, della verginità consacrata o anche del celibato”(3).

In questo quadro le opportune informazioni  sulla sessualità devono essere fornite nel contesto più ampio  dell’educazione all’amore da parte dei genitori con estrema delicatezza, ma in modo chiaro, nel momento opportuno e  con gradualità, fino a giungere a delineare  il  senso profondo della sessualità umana e collocarla con il suo vero significato nel Progetto della Creazione.

Qualora la famiglia, per la sua particolare situazione non fosse in grado di accompagnare il figlio in questo cammino, dovrebbe , nell’ottica della sussidiarietà, essere  aiutata e   sostenuta o da altre famiglie o da  altre istituzioni come la  parrocchia, le associazioni ecclesiali, i catechisti, la scuola, senza  per altro che la  famiglia stessa   perda il diritto di vigilare.

Certamente oggi trovare chi possa sostenere o sostituire la famiglia nel compito educativo è impresa disperata:    l’offerta di educazione sessuale va in tutt’altra direzione rispetto alle direttive del Magistero, grazie al crollo dell’Occidente, pilotato dai poteri forti e realizzato  a suon  di  leggi demenziali dai piccoli demagoghi che ci governano.

Nella scuola è in atto  infatti  la distruzione dell’antropologia personalista e il pervertimento dei piccoli ad opera della gender theory, mentre nelle realtà ecclesiali si preferisce da tempo limitarsi  a  invitare i credenti  alla  solidarietà, all’accoglienza dell’immigrato, al sostegno del povero, e via dicendo, opere di misericordia che  trovano tutti d’accordo,  sorvolando sulla necessità di formare  personalità forti e  saldamente confermate nella visione di un’etica cristiana attraverso   percorsi educativi  che non prescindano dall’educazione all’amore, alla castità, alla purezza.

La speranza oggi sta nel coraggio, nell’iniziativa e nella capacità di  piccoli gruppi  di famiglie che,  come per la scuola parentale  di cui già si contano  alcune realtà importanti, si sostengano a vicenda anche  per quanto riguarda la formazione dei figli e l’educazione all’amore.

Non sarà certo infatti l’Amoris laetitia ad aiutare la famiglia nel suo compito educativo.

Papa Bergoglio, disancorata  l’educazione sessuale dalla famiglia, pretende di “ introdurre” (§281) bambini e giovani  al tema della sessualità , non come in un percorso educativo che inizia dalla nascita, ma come  se si trattasse di insegnar loro  una qualsiasi  disciplina che infatti – secondo quanto egli stesso afferma – “offre informazioni” (ibid.) Argomentazioni  tratte da sociologia e psicologia sostengono il discorso del papa dal quale è assente ogni riferimento  al progetto  di Dio  e al destino ultimo dell’uomo.

Non solo i   paragrafi  sul tema dell’educazione sessuale, ma tutto il capitolo VII dell’Amoris laetitia – dispiace dirlo –  soffre di tale fondamentale carenza. I ventisei paragrafi che lo compongono sono inzeppati  di consigli e suggerimenti che vanno  dal  chiedere a un bambino o a un giovane solo quelle cose che non rappresentino per lui un sacrificio sproporzionato, al  proporre generici  valori, più volte evocati ma mai definiti, che si realizzano anche  in modo imperfetto e in diversi gradi, fin’anche a reimpostare le abitudini di consumo per provvedere insieme alla casa comune  perché la famiglia è il soggetto protagonista di un’ecologia integrale. Non mancano anche i consigli di bon ton: per far maturare  sentimenti socievoli  e buona disposizione verso gli altri, abituarsi a salutare e a dire  con frequenza  per favore, permesso, grazie.

Che la vera educazione debba promuovere  la formazione della persona in vista del suo fine ultimo, come afferma la  Gravissimum educazionis e come è da sempre convinzione della Chiesa, a papa Bergoglio deve sembrare talmente irrilevante  che  soltanto nelle  ultimissime righe   ravvisa  frettolosamente la necessità di invitare le comunità cristiane ad offrire sostegno alla missione educativa delle famiglie»,[297]  in modo particolare attraverso la catechesi di iniziazione per “ravvivare l’alleanza tra la famiglie e la comunità cristiana“.

E con questo la famiglia è servita.


NOTE:

 

  • Sessualità umana: verità e significato- Orientamenti educativi in famiglia ( n.54)
  • Orientamenti educativi sull’amore umano ( n.48)
  • Familiaris Consortio ( n.16)