In un paese del Texas vive Keegan, un bambino di 9 anni, che si esibisce ballando sul palco come drag queen. Un giorno la sua maestra di terza elementare ha chiesto alla classe cosa volesse fare da grande e Keegan con naturalezza ha risposto che il suo sogno era quello di fare la drag queen. Sua  madre lo descrive come “creativo di genere” e insieme al padre “ha lasciato che fosse se stesso”, quindi già dall’età di quattro anni i genitori gli hanno permesso e lo hanno incoraggiato a indossare abiti femminili e a ballare. Keegan afferma: “Voglio che il mondo sappia che puoi essere speciale e che puoi essere chi vuoi essere: puoi essere vegetariano, puoi anche essere un veterinario. Puoi essere Lgbt. Puoi essere una drag Queen o drag King”. E’ del 2017 la sua prima esibizione  all’Austin International Drag Fest. Francamente guardando le immagini di questo bambino ci si  muove a compassione nel vederlo esibire dopo essere stato truccato. Tutti hanno diritto a sviluppare la propria personalità ma siamo sicuri che spingere un bambino a esibirsi in questo modo sia il suo bene? I genitori non dovrebbero garantire al figlio una maggiore privacy anzichè trattarlo come “un fenomeno da baraccone”?