Ricordate il piccolo Desmond Naples, il bambino americano di 11 anni di cui avevamo parlato qui, che si definisce il primo “drag kid”?

Ecco, poco tempo fa, la famosa marca di scarpe da basket di alta moda, la Converse, ha annunciato una partnership con Desmond e con altri cinque individui della comunità LGBT, per commercializzare la “Pride Collection”, una collezione di scarpe color arcobaleno realizzata appositamente per “festeggiare” il Pride.

L’annuncio è accompagnato da un’immagine che ritrae Desmond vestito in maniera femminile e truccato pesantemente, insieme ad altri cinque modelli, tra cui un uomo vestito da donna e due donne vestite da uomini.

Su Twitter, la Converse ha dichiarato:

“Siamo felici di lanciare la nostra collezione Pride, in collaborazione con sei persone collegate alla comunità LGBTQ + che mostrano il potere di esprimere il proprio vero sé”.

Molti commenti si sono però scagliati contro lo sfruttamento di Desmond:

“Questa è vera uguaglianza: abusi di minori negli Stati Uniti e abusi di minori nelle fabbriche estere di Converse. Niente o nessuno dovrebbe ostacolare l’avidità delle multinazionali”, ha twittato Renate Lindeman collegandolo ad un articolo di Oxfam sull’abuso di lavoratori in una fabbrica di Converse in Indonesia.

“Congratulazioni per aver promosso gli abusi sui minori qui in America ricordandoci dei bambini sfruttati che fabbricano le tue scarpe scadenti nelle fabbriche all’estero”, ha twittato John Hawkins.

Tamara Pfanstiel ha twittato: “Quello che stanno facendo a quel bambino è un abuso. I bambini non dovrebbero essere ‘sexy’. Questo è disgustoso. Capito?”

Addirittura alcuni membri della comunità LGBT hanno commentato negativamente:

“È davvero doloroso cercare di difendere la comunità LGBT quando vedi che la sessualizzazione infantile sta crescendo come un tumore nel suo ventre (si sta cercando di normalizzare la pedofilia, prima la gente lo capisce prima si puo agire.. n.d.r.). Il dirigente che ha firmato il contratto dovrebbe vergognarsi”ha twittato un’altra persona.

Il bambino è stato al centro di alcune controversie per aver ballato in locali LGBT per adulti mentre degli uomini gli lanciavano dei soldi e per essere apparso su YouTube in un talk show ospitato da Michael Alig, il quale ha trascorso in carcere 17 anni per omicidio.

I genitori di Desmond sono stati indagati dai servizi sociali ma hanno dichiarato che non ottengono profitti dagli spettacoli di Desmond.

Il legame tra comunità LGBT e pedofilia si fa sempre più chiaro.