I primi di novembre il nostro Parlamento, in piena seconda ondata del Covid, invece di occuparsi dei gravi problemi dovuti a questa emergenza, ha approvato alla Camera, seguito da un grande applauso della maggioranza di un Parlamento ma non del Paese, il Ddl Zan.

Lo scenario che si prospetta, se dovesse essere approvato anche dal Senato, consisterebbe  innanzitutto in una minaccia alle libertà personali di opinione, religione, associazione ed educazione per la presenza del reato di omotransfobia. In realtà questa legge non sembra necessaria perchè il nostro ordinamento giuridico ha già norme che combattono le discriminazioni ed è pericolosa perchè rischia di introdurre un vero e proprio reato di opinione.

Inoltre, per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico, verrebbe riconosciuta l’ideologia gender con l’introduzione del concetto di “identità di genere” e le scuole sarebbero costrette  a indottrinare bambini e ragazzi con l’istituzione della “Giornata Nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” e annesse cerimonie e incontri anche nelle amministrazioni pubbliche.

Ora il testo dovrà passare al Senato e  speriamo che venga bloccato…