Quest’anno il Covid ha bloccato il Pride in tutta Italia, ma gli organizzatori di quello di Milano hanno deciso comunque di farsi sentire con un’installazione artistica presso Piazza del Duomo riempita di cuori bianchi, pagine metaforiche in cui scrivere ciò che ognuno avrebbe voluto portare al Pride, pensieri e “sogni costruttivi”.

L’installazione è stata creata da Angelo Cruciani, che cura i Flash Mob del Pride dal 2014.

L’assessore alle Politiche sociali ed abitative ha dichiarato:

Il Comune di Milano sostiene e affianca il Pride con il patrocinio e la presenza, che quest’anno non può essere che virtuale ma non per questo è meno sentita. Nel momento così particolare che tutti noi stiamo vivendo, la comunità LGBT+ si sta dimostrando particolarmente sensibile alle difficoltà dei milanesi.  In particolare, tengo a sottolineare l’apprezzamento per l’iniziativa degli organizzatori del Pride che hanno deciso di concorrere all’incremento delle risorse disponibili per tutti i cittadini lanciando il Rainbow Social Fund, una raccolta fondi che in parte verrà devoluta al Fondo di Mutuo Soccorso del Comune dedicato al sostegno e alla ripartenza di Milano dopo l’emergenza sanitaria“.

Anche il Sindaco Beppe Sala ha lanciato un messaggio incoraggiando il Pride:

“Il Pride e’ diventato uno dei manifesti della Milano contemporanea che vuole cambiare, quindi grazie per la vostra spinta. La vostra scelta di lavorare sul virtuale è corretta, anche perchè non vedo molte alternative ma ammetto che mi mancheranno quelle strade colorate. Ora non ci sono alternative per cui l’appuntamento dal vivo è al 2021, c’è voglia di cambiamento e di andare oltre gli schemi consolidati, dall’altro è innegabile che ci saranno resistenze, è chiaro che una certa anima conservatrice si farà sentire. Per tutti questi motivi dobbiamo continuare a lavorarci insieme”.

Il programma prenderà il via con i Rainbow WineTelling, ovvero sei appuntamenti trasmessi sulla pagina Instagram della Milano Wine Week (che supporta il Pride) e dedicati agli incontri tra il vino e alcune personalità milanesi.

Seguiranno discorsi e documentari che raccontano la storia del movimento LGBT italiano ed interventi delle associazioni e delle varie realtà che partecipano al Pride, insieme ovviamente a quelli delle istituzioni.

L’appoggio delle istituzioni alla follia del Pride non è altro che un tentativo di accattivarsi le simpatie della lobby LGBT, promuovendo, diffondendo e normalizzando condotte di vita che normali non sono.