Il 25 e il 26 ottobre, nell’ambito della IV edizione di “Approdi, festa d’arte e comunità”, arriva al Teatro Massimo di Cagliari, lo spettacolo di teatro-danza “Comuni marziani, ovvero dell’omosessualità e dell’affettività, a cura della compagnia torinese “Tecnologia filosofica“.

PATROCINIO “UNAR”

Il progetto, realizzato con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e Amnesty International Italia, in collaborazione con l’Associazione Genitori di Omosessuali (AGEDO) di Cagliari e il Teatro Massimo –  come si legge sul sito – si pone “l’obiettivo di favorire una cultura della tolleranza e della accettazione delle diversità. In particolare il progetto intende mirare alla prevenzione di fenomeni di discriminazione che spesso accadono tra i giovani e vengono taciuti“.

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“NORMALITA'” OMOSEX

Lo spettacolo “Comuni marziani”, in realtà già in tour da alcuni anni su tutto il territorio nazionale, è stato pensato dagli autori, espressamente, per portare la “normalità” omosessuale all’interno delle scuole con appositi incontri “educativi”, o sarebbe meglio dire “ri-educativi”, rivolti ai giovanissimi studenti. Ogni incontro è preceduto dalla proiezione di un video “Nessuno uguale”, realizzato per l’occasione dall’Agedo, che è un vero e proprio spot all’omosessualità.

REPLICA PER LE SCUOLE

Oltre alla “prima” serale, prevista per martedì 25 alle ore 20, il giorno successivo è in programma infatti una replica per le scuole, in due diverse sessioni mattutine, alle 8.30 e alle 11. Il tema è appunto l’amore tra persone dello stesso sesso che sarà presentato agli adolescenti come un semplice quanto normalissimo modo come un altro di vivere la propria sessualità.

Il comunicato stampa del progetto, pubblicato sul sito “Casteddu online“, presenta cosi l’evento:

In una società e in un’epoca storica che preme sull’individuo per farlo rientrare in categorie predeterminate, la persona che ama un individuo dello stesso sesso si trova a vivere, fin dall’adolescenza, enormi conflitti. Quello che è vissuto come inevitabilmente naturale e spontaneo diventa agli occhi degli altri una forma di devianza da condannare“.

In questo senso, l’obiettivo di “Comuni marziani” è appunto quello di spiegare ai ragazzi l’assoluta “normalità” dell’amore omosessuale. Il messaggio evidente è che essi non devono sentirsi dei “marziani” a causa dei loro sentimenti contro-natura ,ma, al contrario, devono assecondare i propri istinti e abbracciare il modello sessuale verso il quale si sentono attratti:

“Lo spettacolo si propone così di affrontare quella sottile linea d’ombra che non ha età e che costituisce il passaggio dell’individuo da una fase di non accettazione e spesso di solitudine – in cui ci si sente “sbagliati”, “marziani” appunto – ad una fase di riconoscimento di se stessi, di apertura al mondo, di confronto, di accettazione che i propri sentimenti hanno gli stessi sapori, le stesse dinamiche e gli stessi profumi di quelli vissuti dagli altri, con la differenza che sono indirizzati ad un compagno dello stesso sesso”.

PIANO “EDUCATIVO” AL GENDER

Lo spettacolo “Comuni marziani”, rivolto alle scuole, con il patrocinio dell’UNAR del Dipartimento per le Pari Opportunità, rivela, per l’ennesima volta, il martellante e capillare piano di “educazione” al “gender diktat” globale al quale sono sottoposte le nostre giovanissime generazioni.

VIDEO SPOT DEL PROGETTO