L’azienda di moda Chanel ha assunto un uomo biologico per vendere i suoi prodotti, scegliendo il venticinquenne modello transgender Teddy Quinlivan.

Quinlivan, che già in passato aveva sfilato per Chanel fino al coming out nel settembre 2017, ha annunciato su Instagram che sarà il protagonista della prossima campagna pubblicitaria di trucco di Chanel ed il primo modello apertamente transgender dell’azienda.

Su Instagram ricorda il suo passato doloroso:

“A scuola sono stata bullizzata, con i ragazzini che minacciavano di uccidermi e mi mostravano graficamente ciò che mi avrebbero fatto, mio padre che mi picchiava, ho avuto ripercussioni dopo che ho pubblicamente dichiarato di essere stata molestata sul lavoro. Questa vittoria ha dimostrato che ne valeva la pena”

Ed ancora, quando ha appreso la notizia dell’assunzione:

“Tutta la mia vita è stata una battaglia: ormai non piango più quando sono triste, questa volta ho pianto lacrime di gioia”

L’anno scorso, il modello ha detto a Elle che ha iniziato a prendere ormoni a 17 anni, e che i suoi stessi agenti non avevano idea del suo vero sesso finché non gliel’ha detto.

La nuova tendenza della moda richiede che per essere “più inclusivi” si debbano assumere modelli transgender. Anche Victoria’s Secret (marchio di abbigliamento femminile) si è dovuta piegare ed alla fine ha ingaggiato Valentina Sampaio, nata uomo, che è stato anche il primo trans mtf (da maschio a femmina) a comparire sulla copertina di “Vogue Paris”.

La prima trans ftm ( da femmina a maschio) a comparire sull’Uomo Vogue è stata invece la 23enne canadese Krow Kian, la quale ha affermato di essere felice di rappresentare un’intera comunità.

L’anno scorso, sono state 45 le presenze transgender a calcare le passerelle delle marche più famose rispetto alle 12 dell’anno ancora precedente e, come ha detto Kian “questo è un importante riferimento anche per i giovani, perché così si rappresenta un gruppo di persone che non ha molti modelli famosi a cui ispirarsi ed in cui identificarsi”.

Ma in realtà le persone transgender hanno il più delle volte un passato di grandi sofferenze e difficoltà, soprattutto familiari, come nel caso di Quinlivan, e con la transizione, che è in realtà una finzione perché non si può cambiare sesso, si spera di risolvere tutti problemi.

Ma in fondo gli stessi trans si rendono conto che la transizione non è la giusta soluzione ai problemi; infatti come ha dichiarato al New York Times lo scrittore transgender mtf Andrea Long Chu, icona LGBT per i suoi scritti:

“La vaginoplastica durerà circa sei ore, ed io sarò in recupero per almeno tre mesi. Fino al giorno in cui morirò, il mio corpo considererà la vagina come una ferita; di conseguenza, per mantenerla sarà necessaria un’attenzione regolare e dolorosa”

E’ la stessa realtà biologica del nostro corpo che parla: assumere un aspetto più femminile o maschile non vuol dire cambiare sesso, che è impossibile.