Nell’ottobre del 2015 il cardinal Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, si era espresso contro i pericoli dei nostri tempi: il gender e l’islam radicale, affermando che entrambi avevano la stessa matrice demoniaca. Isis e gender: entrambi per la distruzione dell’uomo.

“Quello che nazismo, fascismo e comunismo sono stati per il ventesimo secolo, sono oggi le ideologie occidentali sull’omosessualità, l’aborto ed il fanatismo islamico”

Aveva poi successivamente preso posizione contro le eresie del gesuita Martin, sostenitore dei “diritti” LGBT all’interno della Chiesa, in un editoriale scritto sul Wall Street Journal, dal titolo “Come i cattolici possono dare il benvenuto ai credenti LGBT”.

Il cardinal Sarah è tornato sull’agomento dopo aver scritto ultimamente la prefazione ad un libro di Scquizzato “Verso una rivoluzione antropologica”, in cui definisce la teoria gender come “aberrante e perversa”; questa è presentata come “scientifica”, ma al suo interno si disvela un inganno pseudoscientifico.

Il cardinale si sofferma soprattutto sull’origine gnostica della teoria; parla inoltre di un vero e proprio progetto di “colonizzazione ideologica” che vuole distruggere la famiglia con un’opera di condizionamento continuo, come nel caso della stessa Africa, succube di una propaganda di matrice culturale.

Ad essere in pericolo è dunque il concetto stesso di famiglia e per contrastare questa rivoluzione antropologica è necessario spogliarsi delle contaminazioni gnostiche, quelle stesse che impregnano surrettiziamente la liturgia cattolica.

La negazione della differenza sessuale rappresenta una vera e propria rivolta contro Dio e contro il progetto che Egli ha per ciascuna persona. Lo svilimento della liturgia in chiave modernista ed il gender sono collegati: la gnosi è causa di quel cambiamento di paradigma che ha distrutto quelle certezze che riguardano tanto gli orientamenti sessuali quanto la liturgia.

Il cardinal Sarah è uno dei pochi esponenti della Chiesa che si è espresso in maniera chiara contro la teoria del gender ed i pericoli dei nostri tempi in un momento di grande confusione ed errore, soprattutto all’interno della Chiesa stessa.

Il suo intervento rappresenta infatti un’autorevole risposta all’incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Dublino dal 21 al 26 agosto, e che vedrà tra i suoi relatori l’omoeretico Martin (di cui si è detto poco prima).

Come ha affermato Anthony Murphy del Lumen Fidei Institute:

“Con questa scelta di intervento, l’Arcivescovo di Dublino segna ancora una volta il suo sostegno all’agenda omosessuale e contribuisce a promuovere la confusione ed il dissenso nella Chiesa”.

Ci auguriamo che sempre più esponenti della Chiesa, sull’esempio del cardinal Sarah, non abbiano il timore di dire la verità e di portare avanti questa battaglia in difesa della famiglia e della dottrina della Chiesa sull’omosessualità.