Dopo Pechino 1995 una governance mondiale ha promosso la parità dei sessi come una delle priorità trasversali della cooperazione internazionale.

Un ruolo decisivo in tale rivoluzione culturale è giocato dalle potenti ONG internazionali come Amnesty International, Planned Parenthood, Women’s Environment and Development Organization, Greenpeace ed altri. Questi attori non statali esercitano un’influenza maggiore di quella dei governi nella costruzione del consenso attorno al nuovo paradigma etico. Essi si sono infiltrate nei maggiori centri di potere internazionali cosicché oggi l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa, il Parlamento Europeo, l’UNESCO, l’UNICEF, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono tutte schierate in prima linea nella promozione del gender diktat.

I programmi di azione di tali organizzazioni sono addolciti da termini a prima vista condivisibili e politically correct, di modo che la rivoluzione possa avanzare, subdolamente, in maniera silenziosa.