Ieri sera, in prima serata su Canale 5, è stato trasmesso il film “The Danish Girl“, il film che riprende la vita di Lili Elbe, il primo uomo nella storia a “trasformarsi” in donna sottoponendosi all’intervento chirurgico.

Einar Mogens Andreas Wegener – questo il vero nome dell’uomo che ha deciso di diventare in seguito Lili Elbe – è considerato il primo personaggio transgender.

Il film è ambientato a Copenhagen, nei primi anni 20. Il pittore Einer Wegener viene convinto dalla moglie Gerda Wauda, anch’ella artista, a posare per lei in abiti femminili. Il dipinto raggiunge grande popolarità, così che Einar inizia a mantenere in modo permanente un’apparenza femminile, mutando il suo nome in Lili Elbe. Spinto da ideali femministi e supportato dalla moglie, Elbe si avvierà alla trasformazione in donna, divenendo appunto il primo transgender della storia.

Questa pessima vicenda non solo la si è voluta raccontare e implicitamente elogiare facendone una pellicola a firma di Tom Hooper, ma ad un solo anno dall’uscita nelle sale cinematografiche viene già riproposto in televisione, perlopiù in prima serata.

Qualcuno potrebbe obiettare che la visione era consigliata ad un solo pubblico adulto, ma prima di tutto va precisato che se lo era non è per la vicenda del transessuale in sé, quanto piuttosto per le tante scene di nudo e di sesso sfrenato.

Tuttavia, come ben sappiamo, risulta praticamente impossibile controllare i bambini davanti alla televisione, e con questi film in un frammento di secondo vediamo il personaggio uomo trasformarsi in un personaggio don a, tutto sotto gli occhi dei tanti bambini increduli, che alla sera sono in balia dei compulsiva cambi di canale – loro o dei genitori stessi.

La sfacciatezza non ha limiti e le conseguenze le pagano con maggiore peso le creature ancora ( per poco ) innocenti.