In Brasile chiude una mostra di “arte” queer per “blasfemia, pedofilia e zooerastia”. Il 10 settembre 2017 l’esposizione sulla diversità di gender nell’arte in scena al Queermuseu di Porto Alegre, inaugurata lo scorso 15 agosto e che sarebbe dovuta rimanere aperta fino al 3 ottobre, ha infatti chiuso anticipatamente i battenti.

La mostra intitolata Queermuseu – Cartografias da Diferença na Arte da Brasileira (Museo Queer – Cartografie sulla differenza nell’arte del Brasile) e curata da Gaudêncio Fidelis esponeva circa 270 opere di 85 artisti tra cui: Adriana Varejão, Alfredo Volpi, Cândido Portinari, Clóvis Graciano, Fabio Del Re, Flávio Cerqueira, Leonilson and Gilberto Perin.

Obiettivo della manifestazione era quello di stimolare una riflessione all’interno del paese brasiliano attorno all’odierno tema del gender.

Ebbene, i promotori della mostra hanno pensato di trattare l’argomento esponendo opere come  ‘Cena de Interior 2’ (1994) di Andriana Varejão, che ritrae nei dettagli due commensali in un rapporto sessuale con un animale, ‘Et Verbum’ (2011) di Antonio Obá che raffigura ostie chiamate con nomi di organi sessuali e ‘Criaça Viada’ (2013) di Bia Leite, un dipinto di una coppia di bambini, uno transessuale e uno omosessuale.

Tutto ciò, sarebbe infatti semplicemente “arte” secondo Cibelle, una delle artiste in mostra, che sul suo profilo Instagram, ha così commentato la chiusura anticipata dell’evento:

La censura è tornata in Brasile. La dittatura si sta rivelando a poco a poco … questa grande mostra su gender e diversità è stata chiusa a seguito di proteste di esponenti di destra appartenenti al movimento MLB. Il mio lavoro e il lavoro di molti amici è lì. È davvero così offensivo?! Per favore diffondete la notizia.”