Il gender diktat colpisce ancora una volta Bologna: d’ora in poi nel comune di Casalecchio di Reno non ci saranno più le diciture “madre” e “padre” nei moduli comunali, ma solo “genitore dichiarante” ed “altro genitore”.

Umberto La Morgia, consigliere comunale della Lega, ha denunciato questo cambiamento formale (che in realtà è sostanziale) in quanto passo importante per lo sdoganamento delle “famiglie” omogenitoriali.

La legge regionale contro l’ “omotransnegatività” è stata promossa dalla politica del Pd Roberta Mori che vorrebbe estendere a tutta la regione il progetto Ready, cioè “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per Orientamento Sessuale e Identità di Genere” . La Morgia ha presentato già la scorsa settimana un’interrogazione comunale con la quale richiedeva al Comune l’abbandono di tale progetto.

”Nel mio intervento ho chiarito che in linea di principio siamo tutti contro la discriminazione delle persone (e non solo per orientamento sessuale)” dice La Morgia “ma ho fatto notare che le azioni poste in essere dal Comune finora contro le presunte discriminazioni grazie a tale partnership sono state di fatto tutte volte a promuovere l’omogenitorialità“.

Quali sono state le attività del progetto Ready? Presentazioni di libri e letture a tematiche arcobaleno (già i titoli sono tutto un programma):  “Il libro di Tommy: manuale educativo didattico su scuola e omogenitorialità Maestra, ma Sara ha due mamme? Le famiglie omogenitoriali nelle scuole e nei servizi educativi”.

Altra iniziativa: un corso di “formazione” per docenti e famiglie dal titolo “Nuove famiglie: scuola, genitori e sviluppo psicosociale”.

 “Ho proposto di sciogliere questa partnership lesiva del diritto dei bambini ad avere un padre e una madre e della libertà educativa dei genitori verso i propri figli” conclude La Morgia, ponendo l’accento su come nel sistema di affidi gestito da Federica Anghinolfi fosse dato grande risalto alle tematiche Lgbt invece di fare il reale interesse dei minori.

Il consigliere aveva dichiarato poi in una precedente intervista:

“Il mio impegno in consiglio comunale sarà, tra gli altri, anche quello di oppormi alle eventuali iniziative lesive nei confronti dei diritti dei bambini e della libertà educativa dei genitori. Questo non è né di destra, né di sinistra. È solo buonsenso“.