Bruxelles cavalca l’onda transgender e introduce le tessere bus “gender neutral”. Come riporta l’ANSA, infatti ogni cittadino della capitale belga sarà libero di assegnarsi il proprio gender “percepito” in maniera del tutto libera ed autonoma con una semplice autodichiarazione verbale al momento dell’acquisto della tessera:

Per evitare momenti di imbarazzo al momento dei controlli per i transgender, potrà essere scelto un nome di battesimo a piacere da mettere sulle tessere magnetiche individuali necessarie per caricare abbonamenti o biglietti multipli per i trasporti pubblici di Bruxelles. Non è più obbligatorio che sulla tessera compaiano gli stessi dati anagrafici nel documento di identità ed i viaggiatori potranno recarsi nei chioschi di vendita per farsi cambiare il nome “senza dover dare spiegazioni”.

Pascal Smet

Pascal Smet

Ad annunciare la novità è stato lo stesso il ministro dei trasporti della Regione capitale, il socialista fiammingo Pascal Smet, il quale ha dichiarato al quotidiano ‘Le Soir’ di essere “soddisfatto di vedere che la Stib (la principale azienda di trasporto pubblico della capitale belga) evolve tenendo conto dei transgender“.

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Smet
ha aggiunto che la misura adottata dalla Stib sarà proposta a tutte le compagnie di trasporto pubblico operanti in Belgio comprese le fiamminghe Tec e De Lijn e le ferrovie Sncb, sottolineando come:

“I trasporti pubblici devono essere accessibili a tutti. Noi abbiamo sempre lottato per l’uguaglianza dei diritti e questa misura concreta ne è la prova. Noi andiamo oltre le parole, noi agiamo. E’ una decisione importante, in questa settimana del Gay Pride”.

Tale “innovazione” voluta dalle autorità ed istituzioni belghe in ossequio al “gender diktat” globale, a poco più di un mese dai tragici attentati di Bruxelles, che hanno portato alla luce il profondo e drammatico processo di islamizzazione del paese, rivela emblematicamente la crisi e il tracollo culturale del Belgio, cuore dell’Europa, e dello stesso Occidente.

 

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