comunisti duri e puri non si spezzano e non si comprano. O meglio, non si svendono. Questo viene in mente riflettendo sulla continua critica che l’attuale segretario del Partito Comunista italiano, Marco Rizzo, sta facendo a quella che chiama la sinistra fucsia, che ha tradito il popolo, le battaglie per i lavoratori e per gli ultimi per farsi portavoce quasi esclusivamente della borghesia arcobaleno, del bullismo Lgbt e delle teorie queergender e fluid-sex.

«Perché cresce il fascismo?», si è domandato Rizzo. «Perché la sinistra ha strizzato l’occhio ai potenti dimenticando lavoro e diritti sociali. I leader sono Saviano, Asia Argento, Boldrini, Botteri ed il popolo ha odiato la “sinistra”. Per battere i fascisti serve la bandiera rossa, non quella arcobaleno». Lui ci crede ancora, non ha imparato nulla dagli orrori comunisti del Novecento e crede che la sinistra possa riacquistare credibilità facendola finita con gli Scalfarotto, i Saviano, le Boldrini e i Sergio Lo Giudice, da poco nominato a capo del Dipartimento Diritti civili del PD. Una medicina corretta ma la cura non saranno certo la bandiera rossa e il pugno alzato, tanto meno il leninismo verso il quale Rizzo si sente nostalgico.

E’ comunque un passo deciso che non sono ancora riusciti a fare i cattolici del Partito Democratico, sia quelli platealmente a favore della rivoluzione gay sia quelli -più coerenti con i valori che professano- contrari, ma che non trovano voce, coraggio né ascolto per farsi sentire. Si limitano a proporre piccoli, anche se utili, compromessi (si veda la bagarre sulle unioni civili). Non che i cattolici di destra a favore di muri, ruspe e porti chiusi siano meno incoerenti, ma è un altro discorso. Per lo meno sui temi etici e bioetici mostrano di aver maggior coraggio, anche se Rizzo ne prende le distanze«A destra hanno una visione prettamente morale su questo tema. Noi abbiamo una visione basata sopratutto su un approfondimento di tipo sociale ed economico, la nostra è una visione complessiva non solo etica che critica questo modello di società. Una destra che non è molto diversa dalla sinistra nella logica del profitto. Noi del Partito Comunista siamo tutt’altra cosa».

Alle parole del segretario del Comunisti italiani è seguita la noiosa e prevedibile indignazione dei social e dei blogger lgbt. Giustamente è stato fatto notare che c’è una coerenza in quanto Rizzo avversò la legge Cirinnà, l’utero in affitto e l’acquisto di bambini da parte di Vendola e Lo Giudice. «Sei ridicolo perché con questi tweet fuori luogo non ti segue nessuno», si legge in un commento sotto al tweet di Rizzo, apprezzato (finora) da 331 follower. Il triplo, quasi, di quanti approvano mediamente gli altri suoi interventi.

Come ha scritto Renato Farina«Saremo romantici ma a noi Rizzo non dispiace. Chiama le cose con il loro nome: comunista, rosso, preferisce i poveri ai fighetti alla Saviano. Il rosso è sempre meno ipocrita dell’arcobaleno». Un’analisi simile a quella di Rizzo venne fatta anche da uno dei fondatori del Partito Democratico, Mario Adinolfi, poi passato interamente alla battaglia per la famiglia e per la vita: «Sono stato a sinistra tutta la vita per difendere il grido dei deboli. Credo che la sinistra si debba fermare e chiedersi chi è il povero che vuole difendere. Io penso che oggi il più debole e indifeso sia il bambino. La sinistra a cui appartengo si è ridotta ad accettare a scatola chiusa quello che dicono Grillini o Luxuria all’Isola dei famosi, è deprimente. Ha preferito loro a Pasolini, Bobbio e ai grandi pensatori di sinistra».

La redazione