Ha aperto a Genova lo sportello comunale d’ascolto LGBT, gratuito e dedicato a giovani e adulti, per parlare e condividere i propri bisogni dubbi e necessità.

Lo sportello ha sede presso la sede dell’Arcigay di Genova ed osserverà un orario di apertura settimanale il giovedì pomeriggio, a partire dal prossimo 25 gennaio. Chi intende usufruire dei servizi si dovrà prenotare telefonicamente e sarà accolto da una psicologa.

L’iniziativa, che si iscrive nel solco di altre analoghe realizzate ad opera di enti pubblici (Comuni, Università) in mano ad amministrazioni di sinistra o grilline – le quali sembrano voler fare a gara in chi si mostra più “gayfriendly” – appare criticabile sotto diversi profili.

Anzitutto, non è chiaro perché un Comune debba farsi carico, con i soldi di tutti i cittadini, di problematiche che andrebbero discusse privatamente tra chi presenta determinati sintomi o tendenze e psicologi o, per i credenti, confessori, pagando eventualmente di tasca propria il servizio.

In secondo luogo, ci sembra censurabile la scelta di appoggiarsi alla sede locale dell’Arcigay, che è un’associazione privata che persegue scopi privati degli aderenti e non certo di rilevanza pubblica (anche se loro vogliono far credere il contrario): c’è il rischio evidente di commistioni tra servizio pubblico ed interessi privati o, meglio, vi è il rischio concreto che sulle consulenza rilasciate a chi ne fa richiesta vi sia il timbro ideologico dell’Arcigay e che questo aspetto ideologico prevalga sulla neutralità scientifica del sostegno psicologico.