E’ stato inaugurato a Siena, in collaborazione col Comune e con la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, denominata READY, lo sportello LGBT dell’Università di Siena.

“Un punto di riferimento informativo – commenta l’assessore alle Pari Opportunità, Tiziana Tarquini – che va ad aggiungersi a quelli del Movimento Pansessuale Arci Gay Siena e delle associazioni “DonnachiamaDonna” e “Serenamente – Centro Dedalo” nell’ambito del network Orientiamoci alle differenze, nato allo scopo di fornire una rete di primo orientamento e una help-line sulle tematiche di genere. Si tratta di un servizio competente e qualificato, in quanto gli operatori sono stati debitamente formati sulle conoscenze specifiche in ambito di orientamento sessuale, affettivo e di identità di genere, oltre che nelle tecniche di counseling nella relazione di supporto”.

“Una città che è in grado di offrire certe opportunità di sostegno e di approfondimento – afferma il sindaco Bruno Valentini – è senz’altro una città più attenta e sensibile nella tutela dei diritti delle persone. Il contrasto all’omofobia e a qualsiasi tipo di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere deve essere visto come una battaglia di civiltà e superare, quindi, ogni distinzione di natura politica”.

“Lo sportello che inauguriamo oggi – aggiunge il professor Alessandro Donati, delegato alla Cittadinanza Studentesca – è un altro servizio che l’Ateneo aggiunge grazie alla sinergia con il Comune e con il Movimento Pansessuale. Speriamo che tale esperimento possa aiutare studenti e studentesse a risolvere piccoli e grandi questioni personali legate all’identità di genere”.

Non è chiaro, però, a cosa servirà lo sportello in questione, se non ad allineare l’Università di Siena all’ideologia gender oggi dominante ed a fornire consigli in materia di orientamento sessuale sui quali, date le premesse, ci permettiamo di avanzare fin d’ora forti riserve. La notizia dimostra piuttosto ancora una volta quanto il  movimento LGBT, pur essendo espressione di un pensiero debole, trovi sponda in ambienti accademici ed istituzioni che fanno a gara nel rincorrere il politically correct.