Il Gruppo Parlamentare dei Verdi ha organizzato un raduno “queer” al Parlamento europeo per  il 17 novembre per fare il punto della “situazione LGBT+” in Europa e rilanciare il piano di “normalizzazione” omosessuale in tutti i paesi membri.

SUMMIT STRATEGICO

Promotrice dell’evento, che durerà un’intera giornata dalle 9 alle 17:30, è la paladina dei “diritti” LGBT+”, nonché Vice Presidente dello stesso Parlamento, Ulrike Lunacek, che ha invitato tutti i suoi colleghi a prendere parte all’incontro denominato “Queer People Unite – Fighting the societal backlash!”.

Nel testo promozionale dell’iniziativa gli organizzatori spiegano il perché di tale inusuale summit strategico, citando i paesi europei “critici”, in quanto, o ancora molto “indietro” nelle politiche “LGBT+” o, ahinoi, già troppo avanti e dunque percorsi da veementi sentimenti “reazionari”.

A tutt’oggi – scrivono a tale proposito i promotori di “Queer People Unite” – non si hanno le “unioni same-sex in Malta ed Estonia. (…) una legge di propaganda in Lituania impedisce di parlare apertamente di diritti LGBTI ai bambini. (….) In Francia (…) oltre ventimila persone hanno manifestato contro il matrimonio dello stesso sesso per le strade di Parigi“.

MONTA LA REAZIONE CONTRO IL GENDER

Gli organizzatori sottolineano allarmati come, nonostante siano stati raggiunti diversi traguardi importanti e i progressi si vedano di giorno in giorno, allo stesso tempo, si stia assistendo in tutta Europa a un crescendo di movimenti di reazione che si oppongono con tutte le loro forze alla folle “agenda gender” imposta da Bruxelles:

“duri attacchi di movimenti repressivi, neo-conservatori, religiosi di destra e movimenti di destra stanno cercando di vanificare i successi per i quali abbiamo combattuto”.

In tale scenario, che evidentemente preoccupa gli attivisti LGBT+, l’evento “Queer People Unite” si propone di riunire tutti attorno ad un tavolo per concordare assieme un piano d’azione comune volto a rilanciare l’offensiva LGBT in tutta Europa:

“E’ in questo contesto che vorremmo invitarvi al Parlamento europeo per discutere riguardo il futuro della nostra lotta per i diritti LGBTI e contro la reazione della società. Vogliamo fornire una piattaforma dove gli attivisti di tutta Europa possano scambiare le loro esperienze. Quali sono le possibili contro-strategie? Quali sono i prossimi passi concreti che l’UE deve prendere, al fine di rafforzare i diritti LGBTI? Come possiamo sostenerci e rafforzarci a vicenda?”

RIFLESSIONI

L’organizzazione dell’evento “Queer People Unite” al Parlamento Europeo, fatto desolante che riflette il profondo degrado morale e culturale in cui versa oggi l’Unione Europea, suggerisce alcune riflessioni.

Innanzi tutto ci sembra interessante sottolineare il passaggio al vocabolo “queer”. Gli organizzatori dell’evento hanno scelto, certamente non a caso, di intitolare l’incontro “Queer People Unite“, scegliendo il termine “Queer” ossia la definizione corrispondente all’ultima lettera del noto e poco decifrabile acronimo LGBTQ (Lesbian, Gay, Bisexual, Trans, Queer).

La scelta in sé è logica e coerente, in quanto, rispecchia la visione più radicale degli ideologi del gender, mettendo da parte le oramai superate categorie di Lesbian, Gay, Bisexual e Trans, anche loro definite e perciò limitanti, per abbracciare la nebulosa categoria “Queer” che, più di ogni altra, riflette la continua e sempre mutevole fluidità di genere.

In secondo luogo, il summit queer al Parlamento Europeo rivela come, le istanze e le politiche LGBT imposte nei vari ordinamenti legislativi degli Stati membri, non siano il risultato di una spontanea richiesta della società quanto, al contrario, la diretta conseguenza di una ben studiata e pianificata strategia di imposizione del nuovo paradigma etico orchestrata a Bruxelles da potenti ed influenti organizzazioni e lobby omosessualiste.

In ultimo, è interessante registrare come le “armate” LGBT stiano evidentemente subendo e soffrendo i colpi della controffensiva messa in campo a vari livelli nei confronti della loro prepotente avanzata. L’evento “Queer People Unite” rappresenta infatti un “serrare i ranghi” per ripartire ancora più forti e compatti all’attacco. Per sconfiggerli servirà una reazione altrettanto veemente del popolo europeo contro gli oligarchi di Bruxelles promotori di un’agenda rivoluzionaria contro l’uomo e la stessa Europa.