Parte addirittura dagli Stati Uniti, questa nuova moda che vede l’apertura di “asili nidi per adulti”.

Di cosa si tratta?

In un servizio delle Iene dell’anno scorso, si vedono adulti dai 30 ai 50 anni che passano un pomeriggio insieme comportandosi da neonati e bambini piccoli, colorando, cantando, guardando cartoni animati, con tanto di ciuccio, pannolino e biberon, accuditi da alcune maestre.

L’associazione cultuale che si occupa di organizzare queste iniziative si chiama Ab Nursery Italia, e dal loro sito leggiamo che questi asili sono presenti non solo a Roma, ma anche a Milano, Bologna, Verona, Napoli ed a breve ne aprirà uno a Torino.

Quest’associazione si occupa di offrire degli spazi per tutti gli Adult Babies italiani, adulti che per l’appunto “si sentono” bambini, fino al punto di “decidere” quale sia la loro età (alcuni si sentono di avere un anno, altri cinque ecc..).

Sul sito leggiamo che l’asilo può ospitare al massimo 6 partecipanti per volta e che questi possono indossare tutine, ciucci, biberon, pannolini (che verranno cambiati dalle maestre) proprio come dei veri bambini.

“Benvenuto in AB Nursery,
un evento sereno e giocoso a disposizione di tutti i bambini adulti italiani che vogliano trascorrere del tempo giocando, cantando, ascoltando storie e interagendo con le maestre. Nel pieno rispetto dei loro desideri da bambini, e senza pregiudizi o paure.
In un ambiente creato a misura di AB e dove ognuno possa sentirsi coccolato e sostenuto, ed a proprio agio.
Saranno accolti bambini/e per un massimo di 6 per appuntamento.”

Il sito specifica inoltre che non ci sono implicazioni sessuali in questo genere di attività, nonostante molti comportamenti degli adult babies si possano ricondurre agli ambienti del sadomasochismo:

“Ricorda che alla AB Nursery sei un bambino, e come tale sarai trattato.
Comportamenti e commenti fuori luogo, esplicitamente volgari o che creino problemi alle maestre saranno causa di allontanamento dall’Asilo.”

Ecco le parole di un Adult Baby:

 “Purtroppo a un certo punto la sessione AB deve finire; io lo faccio perché sono un AB, e sono così da sempre. Quello che facciamo rispecchia il nostro essere adult baby, sentirsi bambini dentro,” 

Questa invece la dichiarazione di “Mario”, l’adult baby di 70 anni più vecchio d’Italia, intervistato da Radio Cusano:

“Ci tengo a precisare subito una cosa. Io sono un adult baby puro al cento per cento. […] Il mio nome vero è Mario però per gli amici sono o il piccolo Mario o Marietto. Mi sono accorto di essere così intorno agli undici anni. […] La mia età percepita è due anni. Nel momento in cui sono il piccolo Mario, ho due anni e mi comporto come un bambino di ventiquattro mesi”.

Per quanto possa sembrarci sconvolgente, tutto ciò non rappresenta altro che il logico approdo della teoria gender.

Se io sono ciò che mi sento, allora perché non posso essere un neonato e comportarmi come tale?

La neolingua ha già coniato un nuovo termine per spiegare questa condizione: “transage”, quando non ci si riconosce nell’età di appartenenza.

Questo termine fu utilizzato qualche anno fa in rapporto al caso di Stefonknee Wolscht (precedentemente Paul) , uomo americano di 50 anni che, dopo essere divenuto “donna”,  lasciato la moglie ed il figlio, si “fece adottare” a casa di alcuni amici, sostenendo di essere una bambina di 6 anni.

Non ci deve stupire questo: pensiamo agli uomini che si sentono cani, a Vinny Ohh che ha subito più di 100 operazioni chirurgiche perché convinto di essere un alieno, alla ragazza norvegese che ha rivendicato la sua “identità felina”.

Interessante a riguardo è questo video girato in Svezia da Ankdamm TV, in cui vengono intervistati degli studenti universitari.

L’intervistatrice chiede ad alcuni ragazzi:

” E se ti dicessi di avere 7 anni?”

Le risposte che le vengono date sono evasive:

“E’ una questione che non ho mai considerato….affari tuoi….non ho una buona risposta per questo…”

E lei poi chiede:

“Mi posso iscrivere di nuovo alla scuola primaria se sento di avere 7 anni?”

Un ragazzo risponde:

“Se sei già diplomata in qualche modo sembrerebbe strano…Non so perché comunque. Strana la mia reazione che non ti dovresti iscrivere a scuola di nuovo”

Tutto ciò rappresenta il risultato dell’aver abbattuto ogni barriera, in nome di un’ “illimitata libertà” che porta solo al nichilismo più disperato.

Non esistono regole, limiti sociali, identità. E’ tutto “fluido”. Possiamo essere cani, gatti, alieni, neonati, tutto ciò che vogliamo.

E guai se qualcuno non dovesse accettarlo! Perché tanto “che male fa?”